Autore
Arturo Reghini
Arturo Reghini (1878–1946)
Biografia, Armentano, Schola Italica, Gruppo di Ur
Fratello Compagno, da Apprendista hai conosciuto Reghini come fratello pitagorico italiano e ne hai assorbito tre intuizioni cardine. Ora ti chiedo di entrare nella biografia in dettaglio, capire il rapporto con il maestro Armentano e la Schola Italica, e affrontare il grande tema controverso — la collaborazione e la rottura con Julius Evola nel Gruppo di Ur del 1927–1929.
Cronologia biografica essenziale
Per il Compagno è bene fissare le date con precisione, perché su Reghini circolano inesattezze nella divulgazione.
- 21 novembre 1878 (non febbraio, come spesso ripetuto). Nascita a Firenze, da Pietro Reghini (massone) e madre fiorentina di tradizione colta.
- 1894. A 16 anni — età eccezionale per un’iniziazione, “irregolare” per gli standard ordinari — è iniziato nella Loggia Lucifero di Firenze, obbedienza Memphis-Misraïm. Maestro di Camera: il padre stesso.
- 1898–1902. Studi di matematica all’Università di Pisa e Scuola Normale Superiore. Allievi di Ulisse Dini (analisi). Si laurea con tesi sulla geometria proiettiva.
- 1900. A Firenze conosce Amedeo Rocco Armentano (Scalea 1886 – Brennero 1966), allora quattordicenne. Comincia il rapporto maestro-discepolo che durerà tutta la vita.
- 1902–1908. Insegnante di matematica nelle scuole superiori. Frequenta i circoli filosofico-occultistici fiorentini.
- 1908. Reghini e Armentano rifondano sulla costa calabra la Schola Italica (o Schola Pythagorica Italica) — piccola fraternità pitagorica, intesa come continuazione moderna del Pitagorismo magnogreco. È la matrice nascosta di tutta la vita iniziatica di Reghini.
- 1916–1918. Servizio militare nella Prima guerra mondiale, ufficiale d’artiglieria.
- 1921. Iniziazione regolare nella Massoneria di Piazza del Gesù (Serenissima Gran Loggia d’Italia degli A∴L∴A∴M∴, fondata 1908 da Saverio Fera). Aggiunge la massoneria ufficiale italiana all’esperienza giovanile in Memphis-Misraïm.
- 1923. Reghini e Armentano riattivano in Italia il Rito Filosofico Italiano (RFI). Reghini ne diviene Gran Hierofante, posizione vitalizia.
- 1924. Fonda la rivista Atanòr (Roma, 12 numeri).
- 1925. Fonda la rivista Ignis (Roma, 11 numeri). Continuazione di Atanòr.
- 1925. Firma il Manifesto degli intellettuali fascisti di Gentile — atto biograficamente pesante. In seguito si distanzia per la firma dei Patti Lateranensi (1929).
- 1927–1928. Periodo del Gruppo di Ur, con Julius Evola.
- 1929. Rottura con Evola e dissoluzione del Gruppo di Ur.
- 1932. Querela contro Julius Evola per plagio e ingiuria.
- 1935–1946. Si ritira a vita privata. Vive di lezioni private di matematica e collaborazioni a riviste piccole.
- 30 luglio 1946 (non gennaio, come spesso ripetuto). Muore a Budrio (Bologna) — non a Roma — durante un soggiorno presso la famiglia del fratello. Collasso cardio-circolatorio dopo anni di privazioni.
Amedeo Armentano e la Schola Italica
La figura più importante di Reghini non è Reghini stesso: è il suo maestro spirituale. Per il Compagno è bene conoscerla.
Amedeo Rocco Armentano (Scalea, Cosenza, 1886 – Brennero d’Italia 1966) era autodidatta di prodigiosa erudizione classica. Di tre anni più giovane di Reghini, ma riconosciuto da Reghini come Gran Maestro dell’iniziazione pitagorica vivente. Tutta la vita iniziatica di Reghini si fonda sulla trasmissione ricevuta da Armentano.
La Schola Italica (o Sodalitas Pythagorica) — riattivata fra 1908 e 1912 da Armentano e Reghini — si presenta come continuazione moderna della Scuola pitagorica di Crotone (VI sec. a.C.). Si fonda su:
- Studio dei numeri come archetipi divini — la μάθησις pitagorica nel senso platonico-giamblicheo.
- Vegetarianismo rigoroso (astensione dalle carni e dalle fave, secondo la regola pitagorica).
- Meditazione mattutina al sorgere del sole + esame di coscienza serale (“Cos’ho fatto? In che cosa ho mancato? Che cosa avevo da fare e non ho fatto?” — formula classica pitagorica).
- Silenzio iniziatico dei primi anni (la regola del quinquennium silentii).
- Orientamento “italico”: rivendicazione di una prisca theologia italica anteriore a quella greca, di matrice etrusco-pelasgica, di cui Pitagora sarebbe stato erede e custode in Magna Grecia.
La Schola Italica non ha rituali massonici nel senso tecnico — è fratellanza pitagorica fondata sulla pratica vissuta. Esiste ancora oggi in forme discrete, custodita da pochi continuatori. Lo studio storico-accademico è stato avviato sistematicamente da Roberto Sestito in Il Filosofo della Schola Italica. Saggio sulla vita e l’opera di Arturo Reghini (Pontecorboli/Mimesis 2003).
Il Rito Filosofico Italiano
Per il Compagno è importante una correzione: Reghini non è mai stato 33° del Rito Scozzese Antico e Accettato (come spesso si scrive). La sua carriera massonica è in tre filiazioni distinte e parallele:
- Memphis-Misraïm (Rito Egizio): iniziazione giovanile 1894, Loggia Lucifero di Firenze.
- Gran Loggia d’Italia (Piazza del Gesù), Rito Scozzese: iniziato 1921.
- Rito Filosofico Italiano (RFI): riattivato 1923 con Armentano. Questo è il “vero” rito di Reghini. Distinto dal Rito Scozzese per: numero ridotto di gradi (sette, contro i 33 dello scozzese); carattere esoterico-iniziatico, non politico-sociale; riferimento dottrinale al pitagorismo, all’ermetismo e alla prisca theologia italica; ammissione riservata a piccoli numeri di iniziati altamente qualificati. Sopravvive oggi in forme discrete.
Il Gruppo di Ur (1927–1928) e la rottura con Evola
Il Gruppo di Ur è una rivista mensile esoterico-operativa pubblicata a Roma da Tilopa (Vincenzo Soro):
- Ur, 12 numeri dal gennaio 1927 al dicembre 1927.
- Ur, 12 numeri dal gennaio 1928 al dicembre 1928.
- Krur, 12 numeri dal gennaio 1929 al dicembre 1929 (dopo l’uscita di Reghini).
I tre volumi sono stati ristampati da Evola con il titolo Introduzione alla Magia (3 voll., Bocca 1955; più edizioni successive Mediterranee). Nota filologica importante: l’edizione Mediterranee è stata curata da Evola dopo la rottura con Reghini, e contiene modifiche editoriali rilevanti rispetto al testo originale 1927–1929. Per il lavoro filologico critico vedere Renato Del Ponte, Evola e il magico “Gruppo di Ur”. Studi e documenti per servire alla storia di “Ur–Krur” (SeaR 1994).
Gli pseudonimi negli Ur: Reghini = Pietro Negri e Arvo; Evola = Ea e Iagla; Giulio Parise = Luce; Ercole Quadrelli = Abraxa; Guido De Giorgio = Maximus.
La rottura
Le motivazioni della rottura Reghini-Evola, ricostruite da Sandro Consolato e altri studiosi, sono multiple:
- Divergenza di metodo. Reghini era tradizionalista filologico (rispetto stretto delle fonti, prosecuzione discreta delle tradizioni vive). Evola era innovatore filosofico-politico (uso della tradizione come strumento di una visione personale dell’uomo “differenziato” di matrice nietzschiana).
- Conflitto sul fascismo. Reghini, dopo l’iniziale firma del manifesto del 1925, si stava distanziando per i Patti Lateranensi 1929. Evola si avvicinava al regime cercando appoggi.
- Questione dei “contenuti riservati”. Reghini accusò Evola di utilizzare materiale ricevuto da Armentano (e da Reghini stesso) in pubblicazioni firmate Evola senza adeguata attribuzione.
Nel 1932 Reghini querela Evola per ingiuria, dopo le note polemiche di Evola in Diorama Filosofico della rivista Il Regime Fascista. La sentenza del Tribunale di Roma (1935) condanna Evola in primo grado; la sentenza è ribaltata in appello. La frattura nel mondo esoterico italiano è insanabile.
Per il fratello italiano contemporaneo: leggere Reghini ed Evola senza confonderli è esercizio di maturità. Sono entrambi figure importanti, ma divergenti. Reghini è pitagorico-italico, filologico-tradizionalista, anti-modernista metafisico. Evola è attivistico-politico, anti-modernista in chiave d’azione, con derive nel fascismo storico (di cui poi farà autocritica parziale).
Le opere principali
In ordine di importanza per il fratello del secondo grado:
- Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi e il massimo mistero massonico (1922, sotto pseudonimo Pietro Negri). Edizioni varie, oggi Mediterranee / Atanòr-Tilopa. Il testo cardine per il fratello massone: codifica la pratica della pronuncia delle parole sacre.
- I numeri sacri nella tradizione pitagorica massonica (1947, postumo, Studio Editoriale Genovese; più ristampe Mediterranee 2002). Il libro maggiore sulla cosmologia numerica pitagorica.
- Considerazioni sul rituale dell’apprendista libero muratore (postumo, dattiloscritto raccolto, Atanòr-Tilopa 2007). Analisi filologica e esoterica del rituale del primo grado.
- Per la restituzione della geometria pitagorica (1935, Atanòr 2008). Sulla geometria pitagorica come strumento operativo.
- Cagliostro nei documenti inediti del Santo Uffizio (postumo, Atanòr 1972). Studio storico-iniziatico.
Reghini oggi: la storiografia accademica
La riscoperta storiografica di Reghini avviene principalmente nel XXI secolo. I riferimenti principali:
- Roberto Sestito, Il Filosofo della Schola Italica. Saggio sulla vita e l’opera di Arturo Reghini, Edizioni Pontecorboli/Mimesis, Ancona 2003 (più ristampe). La biografia di riferimento.
- Sandro Consolato, Tradizione, ascesi, allegria. Studi su Arturo Reghini, René Guénon, Julius Evola e Mircea Eliade, Genesi, Torino 2017. Il maggior studioso vivente.
- Natale Mario Di Luca, Arturo Reghini. Un intellettuale neo-pitagorico tra massoneria e fascismo, Atanòr, Roma 2003.
- Christian Giudice, Occultism and Traditionalism. Arturo Reghini and the Antimodern Reaction in Early Twentieth-Century Italy, Oxford University Press, Oxford 2022. La prima monografia accademica internazionale.
Una pratica e una domanda di lavoro
Pratica. Procurati Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi e il massimo mistero massonico (edizione Tilopa o Mediterranee). Leggilo lentamente, uno o due capitoli per settimana. È testo operativo: ti chiede di praticare — pronuncia interiore delle parole, intenzione, respirazione. Non è da leggere come saggio: è da fare.
Domanda di lavoro per la Tornata. Reghini distingue parola convenzionale (password, segno di identificazione) da parola operativa (vibrazione fonetica che agisce). Tu, da fratello del secondo grado, hai sperimentato la differenza fra il dire una parola e il pronunciarla con intenzione? Porta in Tornata un esempio.
Per andare oltre
- Versione Apprendista → Apprendista/Arturo Reghini (per la presentazione e le tre intuizioni base)
- Versione Maestro → Maestro/Arturo Reghini (per la cronologia biografica completa con correzioni filologiche, Schola Italica e RFI in dettaglio, Gruppo di Ur 1927-29 e processo 1932 con Evola, edizioni critiche delle opere, bibliografia secondaria internazionale)
Vedi anche, nel tuo grado
- Amedeo Rocco Armentano — il maestro
- Julius Evola — il collaboratore poi avversario
- Compagno/Cabala e Numerologia — il numero sacro parallelo
- Compagno/Ermetismo — la corrente
- Compagno/Tradizione Primordiale Guénon — la linea tradizionalista francese che Reghini conosce e in parte contesta
- Pitagora — la fonte