Autore
Mircea Eliade
Mircea Eliade (1907–1986)
Lo storico delle religioni di Chicago
Fratello Compagno, ora che hai superato l’Apprendistato, ti propongo di approfondire Eliade nella sua biografia (Bucarest – India – Lisbona – Parigi – Chicago), nelle sue tre grandi opere strutturanti (Trattato di storia delle religioni 1949, Il sacro e il profano 1957, La nascita mistica 1959), e nei suoi concetti tecnici che useremo per leggere il rituale massonico — ierofania, hierofania regressiva, axis mundi, illud tempus, eterno ritorno, simbolismo dell’ascensione, iniziazione.
Biografia in dettaglio
Formazione romena (1907–1928)
Mircea Eliade nasce a Bucarest il 9 marzo 1907 (vecchio stile) / 13 marzo 1907 (calendario gregoriano), figlio di Gheorghe Eliade, capitano dell’esercito romeno. Adolescenza precoce: a 14 anni pubblica articoli, a 18 si laurea in filosofia all’Università di Bucarest con tesi sulla filosofia rinascimentale italiana. Si forma sotto Nae Ionescu (1890–1940), filosofo conservatore romeno, che sarà la sua figura paterna intellettuale.
India (1928–1932)
Dal 20 novembre 1928 al dicembre 1931 Eliade vive in India con una borsa del maharaja Manindra Chandra Nandy. A Calcutta studia sanscrito e induismo sotto Surendranath Dasgupta (1885–1952), il grande filosofo indiano autore della History of Indian Philosophy. Vive nella casa di Dasgupta — esperienza che diventerà materia del romanzo Maitreyi (1933), incentrato sull’amore (forse vissuto, forse letterario) con Maitreyi Devi, figlia di Dasgupta — relazione che provocherà la rottura col maestro.
Dal 1930 al 1931 Eliade trascorre sei mesi in un ashram di Rishikesh (Himalaya) sotto la direzione di Swami Shivananda (1887–1963), praticando yoga (asana, pranayama, meditazione). È esperienza interiore che segnerà tutta la sua opera. Tornerà su questa materia nelle tesi di dottorato (Yoga. Essai sur les origines de la mystique indienne, 1936) e nel libro maggiore Le Yoga. Immortalité et liberté (1954).
Romania (1932–1940) — il problema politico
Tornato a Bucarest nel 1932, Eliade diventa figura centrale della cultura romena. Insegna filosofia all’Università, pubblica romanzi di successo (Maitreyi 1933, Domnișoara Christina 1936, Șarpele 1937), è leader della “generazione 27” — i giovani intellettuali romeni nati attorno al 1907.
Compromissione politica. Tra il 1936 e il 1940 Eliade aderisce all’estremismo della destra romena. Scrive articoli pro-Guardia di Ferro (Mişcarea Legionară), movimento ortodosso-mistico-nazionalista-antisemita guidato da Corneliu Codreanu. Il momento più imbarazzante: l’articolo “De ce cred în biruința Mișcării Legionare” (“Perché credo nella vittoria del Movimento Legionario”), Buna Vestire, dicembre 1937. Brevemente arrestato il 14 luglio 1938 nelle retate antilegionarie di re Carol II, è poi rilasciato.
Dopo la guerra Eliade non ha mai pienamente ripudiato pubblicamente quelle posizioni. La storiografia critica (Daniel Dubuisson, Mythologies du XXe siècle, 1993; Florin Țurcanu, Mircea Eliade, le prisonnier de l’histoire, 2003; Leon Volovici, Nationalist Ideology and Antisemitism, 1991) ha documentato. È macchia seria sulla sua biografia.
Esilio (1940–1986)
Dal 1940 al 1944 è addetto culturale dell’ambasciata romena a Londra (1940–1941) poi a Lisbona (1941–1944) — collocazione che lo protegge dagli eventi rumeni della guerra (la sostituzione legionaria di Codreanu da parte di Antonescu nel gennaio 1941 con la “Ribellione dei Legionari”, la deportazione degli ebrei romeni, la guerra ad est).
Dopo la guerra, Eliade è di fatto esule (la Romania è ormai comunista, lui anticomunista). Si stabilisce a Parigi (1945–1956), dove insegna Histoire des religions all’EPHE su invito di Georges Dumézil. Comincia la produzione dei capolavori:
- Traité d’histoire des religions (Payot 1949) — la summa enciclopedica.
- Le mythe de l’éternel retour (Gallimard 1949) — l’opera filosofica.
- Le chamanisme (Payot 1951) — la monografia sullo sciamanesimo, oggi classico.
- Le Yoga. Immortalité et liberté (Payot 1954).
- Forgerons et alchimistes (Flammarion 1956).
Frequenta gli incontri Eranos ad Ascona dal 1950 in poi (Eliade interviene 26 volte fino al 1962), dove dialoga con Carl Gustav Jung, Henry Corbin, Gershom Scholem, Karl Kerényi, Daniélou, Massignon.
Dal 1957 alla morte (1986) è professore alla University of Chicago Divinity School, cattedra Sewell L. Avery Distinguished Service Professor of the History of Religions. A Chicago fonda con Joseph Kitagawa e Charles Long la History of Religions School of Chicago, riferimento mondiale della disciplina.
Muore a Chicago il 22 aprile 1986, a 79 anni. Le sue Carnets (diari) e Mémoires postumi sono dell’editor Gallimard.
I sei concetti tecnici da padroneggiare
Per il fratello Compagno, ecco i concetti operativi dell’apparato eliadiano:
1. Ierofania (hiérophanie)
Manifestazione del sacro (gr. hieros “sacro” + phaino “manifestare”). Qualsiasi cosa — una pietra, un albero, una caverna, un’epifania visionaria, un sogno — può essere ierofania nella misura in cui rivela il sacro. Eliade contrappone l’ierofania alla kratofania (manifestazione del potere magico) e alla teofania (manifestazione della divinità personale).
2. Axis mundi (asse del mondo)
Punto centrale che connette i tre piani cosmici: Cielo, Terra, Mondo Sotterraneo. Si manifesta come albero cosmico (Yggdrasil norreno, l’Albero della Vita cabbalistico, l’albero di Buddha a Bodhgaya), montagna sacra (Sinai, Olimpo, Meru), colonna del Tempio. Per il fratello in Loggia: le due Colonne dell’Ingresso del Tempio sono axis mundi della tradizione massonica.
3. Illud tempus (“Quel Tempo”)
Il tempo dell’origine, anteriore al tempo storico, in cui gli dèi crearono il mondo, fondarono i riti, stabilirono l’ordine cosmico. I riti attualizzano l’illud tempus — non lo ricordano simbolicamente, lo fanno tornare nel presente. La Messa cristiana è attualizzazione della Cena, non commemorazione. L’iniziazione massonica è attualizzazione del paradigma iniziatico, non rappresentazione.
4. Eterno ritorno
Eliade riprende l’espressione da Nietzsche ma le dà altro senso: l’eterno ritorno delle culture arcaiche è la struttura del tempo ciclico, dove ogni anno il rito riporta il cosmo all’origine. Distingue il tempo arcaico (ciclico, ripetitivo, “anti-storico”) dal tempo moderno (lineare, irreversibile, “storico”). Per Eliade la modernità è terrore della storia: la perdita del ciclo sacro lascia l’uomo a confronto con il tempo irreversibile — situazione esistenzialmente angosciante.
5. Coincidentia oppositorum
La coincidenza degli opposti — luce/tenebra, maschile/femminile, vita/morte, cielo/terra — nell’esperienza del sacro. Non è sintesi razionale: è simultaneità paradossale che l’esperienza religiosa contempla senza ridurla logicamente. Ricava molto da Nicola Cusano.
6. Iniziazione
Eliade studia sistematicamente l’iniziazione come categoria universale, in Naissances mystiques (1959), Birth and Rebirth (1958). Tre tipi di iniziazione tradizionale:
- Iniziazione tribale (puberale) — al passaggio infanzia/età adulta.
- Iniziazione professionale specializzata — sciamanica, sacerdotale, di mestiere.
- Iniziazione segreta — confraternite chiuse maschili/femminili.
E tre fasi strutturali (riprese da van Gennep): 1. Separazione dal mondo profano. 2. Margine (liminalitas) — fase di prova, morte simbolica. 3. Aggregazione al nuovo stato — rinascita iniziatica.
Eliade riconosce esplicitamente nella Massoneria una forma moderna di iniziazione segreta — la cita nel cap. finale di Birth and Rebirth (1958, La nascita mistica).
Le tre opere capitali
Per il Compagno è essenziale conoscere la struttura delle tre opere maggiori:
Traité d’histoire des religions (1949)
La summa enciclopedica. Strutturata per temi (non per religioni): - Il sacro celeste (gli “Esseri Supremi”) - Il sole e il culto solare - La luna e la mistica lunare - Le acque e la simbolica della rinascita - La terra-madre, la donna, la fertilità - Vegetazione: simbolismi della rinascita - Pietre sacre - Spazio e tempo sacri - Mito ed evento
È strumento di consultazione: si apre alla voce, si trova la fenomenologia comparata.
Il sacro e il profano (1957)
Sintesi divulgativa in 4 capitoli: - Lo spazio sacro e la sacralizzazione del mondo. - Il tempo sacro e i miti. - La sacralità della natura e la religione cosmica. - L’esistenza umana e la vita santificata.
Per il Compagno: leggi prima questo, perché contiene in distillato le idee del Traité.
Le chamanisme et les techniques archaïques de l’extase (1951)
La monografia sullo sciamanesimo (paleosiberiano, mongolo, eschimese, amerindiano, sud-est asiatico, oceanico). Definisce lo sciamano come tecnico dell’estasi — capace di abbandonare il proprio corpo in trance e viaggiare nei mondi (cielo, sottoterra) per servire la propria comunità. È testo fondatore degli studi sciamanici accademici.
Per cominciare a leggerlo (livello Compagno)
In italiano (le opere di Eliade sono pubblicate quasi tutte da Bollati Boringhieri, Torino; alcune da Borla, Morcelliana, Adelphi):
- Mircea Eliade, Il sacro e il profano, Bollati Boringhieri, Torino 1973. Indispensabile.
- Mircea Eliade, Il mito dell’eterno ritorno, Borla, Torino 1968.
- Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, Mediterranee, Roma 1974.
- Mircea Eliade, La nascita mistica. Saggio sull’iniziazione, Morcelliana, Brescia 1980.
- Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, Torino 1976.
- Mircea Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, 4 voll., Sansoni/Rizzoli (vari anni).
- Mircea Eliade, Mefistofele e l’androgine, Mediterranee, Roma 1971. Saggio breve potente sulla coincidentia oppositorum.
Studi critici: - Daniel Dubuisson, Mythologies du XXe siècle. Dumézil, Lévi-Strauss, Eliade, Presses Universitaires de Lille 1993. La critica metodologica radicale. - Florin Țurcanu, Mircea Eliade, le prisonnier de l’histoire, La Découverte, Paris 2003. La biografia critica. - Bryan Rennie, Reconstructing Eliade, SUNY Press, Albany 1996. Difesa metodologica.
Tre cautele per il Compagno
-
Il problema politico romeno è serio. Negarlo è disonesto, ridurci tutto Eliade a quello è ingiusto. La via mediana del Compagno avveduto: usa Eliade come strumento ermeneutico potente, sapendo della contaminazione biografica, senza idealizzarlo né demonizzarlo.
-
Le sue sintesi sono talvolta forzate. Eliade tendenzialmente trova ovunque i propri schemi (axis mundi, illud tempus, eterno ritorno). La critica metodologica (J.Z. Smith, To Take Place, 1987; Bruce Lincoln) ha mostrato casi in cui Eliade forza il materiale etnografico per farlo entrare nei propri schemi. Per il Compagno: usa gli schemi senza trasformarli in dogma.
-
L’homo religiosus non è universale come Eliade pensava. L’antropologia post-Eliade (Bourdieu, Bell, Asad) ha mostrato che la categoria del sacro non è categoria naturale dell’umano — è anche prodotto storico-culturale. Eliade tende ad astoricizzare ciò che è anche storico. Conoscine il limite.
Per andare oltre
- Versione Apprendista → Apprendista/Mircea Eliade (se vuoi tornare alla presentazione iniziale: sacro autonomo, homo religiosus, eterno ritorno)
- Versione Maestro → Maestro/Mircea Eliade (per la bibliografia critica completa: corpus delle opere 1933-1986, gli atti dell’Eranos 1950-1962, le controversie storiografiche Dubuisson-Țurcanu-Strenski-Lincoln-Rennie, l’eredità chicago)
Vedi anche, nel tuo grado
- Compagno/Mistica Comparata — il campo che Eliade ha definito
- Compagno/Misteri Antichi e Mitologia — i materiali che Eliade analizza
- Compagno/Il Percorso Iniziatico — il libro La nascita mistica
- Carl Gustav Jung — il collega Eranos
- Compagno/Eliade Mircea - Il Sacro e il Profano — il testo capitale
- Joseph Campbell — l’allievo americano (parallelo a Eliade)