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Agape Bianca — Dalla Tenebra alla Luce

Agape

Carissimi Fratelli,

su indicazione del Maestro Venerabile, di seguito l’appuntamento di martedì 21 luglio 2026, alle ore 19.00, presso Campo de’ Fiori.

Da lì inizierà un breve cammino simbolico intorno alla piazza, con tappe al Passetto del Biscione, a Santa Maria dell’Orazione e Morte e a Palazzo Spada, per poi rientrare a Campo de’ Fiori per l’Agape.

Durante il percorso, i FFrr∴ AA∴ illustreranno sinteticamente i luoghi visitati e il senso del cammino «dalla tenebra alla luce».


Vademecum del cammino

Un solo cammino, percorso insieme. Tre tappe a pochi passi l’una dall’altra, lette come un unico passaggio dalla tenebra alla luce — per i Fratelli e per gli ospiti cari che cammineranno con noi. Il colore va dalla tenebra alla luce: non sono gradi, ma le tappe di un unico passaggio. Il giro è breve e l’ultima tappa riporta in Campo de’ Fiori, dove ci attende l’agape.

21 luglio 2026 · ore 19.00 · partenza da Campo de’ Fiori.

Tappa I · La tenebra e il coraggio — Il Passetto del Biscione

Via di Grotta Pinta — sulle volte del Teatro di Pompeo «Descende, ut ascendas»

Il cammino comincia sotto una volta, nel buio: per andare alla luce, prima si attraversa. La soglia chiede coraggio, e sotto i piedi corre l’antico che ci regge — la pietra grezza su cui tutto si fonda. Si scende, prima di salire.

Davanti a quale soglia mi fermo, per timore di ciò che è in ombra?

Tappa II · Il memento mori — Santa Maria dell’Orazione e Morte

Via Giulia — la facciata della morte «Hodie mihi, cras tibi»

La facciata dei teschi non è macabra ossessione, ma disciplina: memento mori. La morte livella, e ciò che credevamo importante si ridimensiona da sé. Guardarla in faccia non è disperare: è imparare a distinguere ciò che conta da ciò che soltanto luccica.

Se guardassi la mia vita dalla parte della sua fine, che cosa apparirebbe davvero importante?

Tappa III · L’apparenza e lo sguardo vero — Palazzo Spada

Piazza Capo di Ferro «Non omne quod nitet aurum est»

Le statue dei grandi parlano di virtù; ma dietro, la galleria del Borromini inganna l’occhio: ciò che pare immenso è piccolo. Il compito di chi cerca è imparare a misurare — a vedere le cose come sono e non come appaiono. Il disinganno è la soglia della luce.

Dove sto scambiando l’apparenza per la sostanza — negli altri, o in me stesso?

L’Agape · La luce condivisa — Campo de’ Fiori

The Drunken Ship — Campo de’ Fiori, aperto fino a tarda notte «Post laborem, requies et caritas»

Si torna là dove tutto è cominciato, ma trasformati. La luce intravista lungo il cammino non resta nella solitudine di chi medita: si fa caritas — legame, concordia, ospitalità. Per questo è bianca: la luce condivisa con gli ospiti è più vera di quella tenuta per sé.

Che cosa, di questa sera e di questo breve cammino, porterò domani alla mia tavola di ogni giorno?


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