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Il Pentalfa e la G
⭐ Il Pentalfa e la G
Il Pentalfa (stella a 5 punte) è il simbolo della vita; la G al suo centro è il Grande Architetto e la Geometria.
Il simbolo
Il Pentalfa — la stella a cinque punte — è uno dei simboli più antichi dell’umanità: compare nel Pitagorismo come simbolo di salute (ὑγίεια), nel Cristianesimo come stella di Betlemme, nella tradizione ermetica come quinta essenza. In Massoneria è associato alla G (Geometria/Gran Architetto dell’Universo), visibile al centro del Tempio: è la Stella Fiammeggiante, simbolo del Compagno d’Arte giunto alla padronanza dell’arte.
Il lavoro di Francesco del 2024 esplora l’etimologia «Pentalfa» (cinque volte la lettera Α greca — cinque inizi), il significato geometrico (sezione aurea, proporzione divina), e la correlazione tra la G massonica e la Geometria come scienza sacra.
Un simbolo arcaico e universale
Prima ancora di Pitagora, la stella a cinque punte è tra i segni più antichi tracciati dall’uomo: compare su tavolette cuneiformi sumeriche del IV millennio a.C., dove sembra indicare gli angoli, le direzioni o l’idea stessa di «orientamento celeste». Attraversa poi la cultura mesopotamica, quella egizia, il mondo greco, l’ebraismo (dove a tratti si associa al sigillo di Salomone), il Cristianesimo (le cinque piaghe, la stella che guida i Magi a Betlemme) e infine il simbolismo iniziatico moderno. Questa straordinaria persistenza si spiega con la sua particolare natura geometrica: è la stella che si traccia con un solo movimento continuo, senza staccare la mano, ritornando al punto di partenza — figura, dunque, dell’unità nella molteplicità e del percorso che si compie ritornando all’origine. Non sorprende che proprio questa figura sia stata scelta, in tante tradizioni, come segno di riconoscimento e come emblema della vita.
Il pentagramma pitagorico
Presso i Pitagorici il pentagramma — la stella a cinque punte tracciata di un solo tratto — era il simbolo di riconoscimento della scuola e veniva chiamato hygíeia (salute, integrità). Luciano di Samosata, nel suo scritto Sul saluto (Pro lapsu inter salutandum), testimonia che i Pitagorici usavano il «triplo triangolo intrecciato» come segno di mutuo riconoscimento e lo chiamavano «salute». La ragione di questa scelta è anche geometrica: nel pentagono regolare e nel pentagramma in esso inscritto, ogni intersezione divide i segmenti secondo la sezione aurea (φ ≈ 1,618), la «proporzione divina» che Luca Pacioli celebrerà nel suo De divina proportione (1509). La stella a cinque punte è dunque la figura che incarna l’armonia matematica della vita, la proporzione che si ritrova nella crescita degli organismi viventi.
La quinta essenza e l’uomo microcosmo
Nella tradizione ermetica e rinascimentale il cinque è il numero dell’uomo (quattro arti più il capo) e della quinta essentia, l’elemento sottile che sintetizza e trascende i quattro elementi. Cornelio Agrippa, nel De occulta philosophia (1533), raffigura l’uomo iscritto nel pentagramma, con le cinque punte corrispondenti a testa e arti — immagine che anticipa l’Uomo Vitruviano e che lega la stella alla figura umana come microcosmo. La punta rivolta verso l’alto rappresenta lo spirito che domina la materia.
La G: Geometria e Grande Architetto
Al centro del Pentalfa massonico campeggia la lettera G. La sua interpretazione è plurivoca e stratificata: nel mondo anglosassone rinvia anzitutto a Geometry (la geometria, la più nobile delle arti liberali, fondamento operativo del mestiere) e a God / Great Architect of the Universe (il Grande Architetto). Albert Mackey, nella sua Encyclopedia of Freemasonry, documenta come la Stella Fiammeggiante con la G centrale sia uno dei simboli cardine del grado di Compagno, associato alla luce, alla scienza geometrica e alla presenza del Principio creatore al centro del lavoro muratorio. La G è dunque la cerniera tra la dimensione operativa (l’arte del costruire secondo misura) e quella speculativa (il riconoscimento dell’ordine divino che la geometria rivela).
La pluralità delle interpretazioni della G è essa stessa significativa: alla Geometry e a God si aggiungono, in varie tradizioni, Gnosis (la conoscenza iniziatica), Generation (il principio generatore della vita), e — nei rituali di lingua ebraica e nella riflessione cabalistica — il rimando alla lettera yod o al Nome divino. Questa stratificazione non è confusione ma ricchezza simbolica: la stessa lettera condensa la scienza della misura, il principio creatore, la conoscenza segreta e la forza vitale. Al centro della stella, la G è il punto focale verso cui converge lo sguardo del Compagno: come il punto entro il cerchio, essa segna il centro irradiante da cui tutto procede e a cui tutto si riconduce.
La Stella Fiammeggiante nel grado di Compagno
Nel passaggio dall’Apprendista al Compagno, la Stella Fiammeggiante con la G assume un valore preciso: rappresenta la luce della scienza e della ragione che il Compagno è chiamato a far propria attraverso lo studio delle arti liberali — e in particolare della geometria, settima e culminante tra esse. Mentre l’Apprendista lavora sulla pietra grezza con la forza, il Compagno apprende a misurare, a proporzionare, a costruire secondo regola: la G fiammeggiante è la meta di questa istruzione, il principio luminoso che guida la mano e l’intelletto. La stella «fiammeggia» perché la conoscenza geometrica non è inerte erudizione ma fuoco vivo, luce che illumina il cammino verso la padronanza. È, in questo senso, un simbolo dinamico: non la geometria come insieme di teoremi, ma la geometria come via di elevazione.
Lavori che lo trattano
| Anno | Nota |
|---|---|
| 2024 | La G nel Pentalfa — etimologia, geometria e simbolismo della Stella |
Il lavoro di Francesco articola tre piani: linguistico (Pentalfa = cinque Α, cinque «inizi»), geometrico (la stella e la sezione aurea) e teologico-iniziatico (la G come Geometria e Grande Architetto al centro del Tempio).
Un punto qualificante della Tavola è la connessione tra il cinque e la vita: il numero pari precedente (quattro) è il numero della materia e degli elementi, statico e quadrato; il cinque, dispari, vi aggiunge il principio animatore, la quinta essenza che vivifica la materia. Il pentagramma, generato dalla diagonale del pentagono, è la figura in cui questo «di più» vitale si rende visibile. Per questo il simbolo pitagorico della hygíeia — la salute come integrità, come pienezza vitale — trova nella stella a cinque punte la sua espressione perfetta. La punta superiore rivolta al cielo è lo spirito; le quattro punte inferiori, gli elementi sottomessi e ordinati. La stella «dritta» è dunque immagine dell’uomo realizzato, in cui lo spirito governa la materia.
Letture dalla Biblioteca
- Atalanta Fugiens - Michael Maier — Alchimia: emblematica della quinta essenza
- Agrippa Cornelio - De Occulta Philosophia — Magia e Occultismo: l’uomo inscritto nel pentalfa
- Albert Pike - Morals and Dogma — Massoneria: la Stella Fiammeggiante e la G
- Simbologia Massonica — Massoneria: il simbolismo del grado di Compagno
- Doczi Gyorgy - Il Potere dei Limiti — Alchimia: sezione aurea e pentagono
- Critchlow Keith - L Ordine nello Spazio — geometria del pentagono regolare
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- Numeri e Proporzioni — la sezione aurea e il numero cinque
- Il Numero Tre — il 5 e il 3 come numeri fondamentali del rituale
- Il Cerchio — il cerchio che racchiude e genera la stella
- Il Tempio come Microcosmo — la G pende al centro del Tempio, cuore geometrico del cosmo
- I Quattro Elementi — i quattro elementi e la quinta essenza