Libro
Albert Pike - Morals and Dogma
Pike — Morals and Dogma
L’enciclopedia simbolico-filosofica del Rito Scozzese
Fratello Compagno, da Apprendista hai conosciuto Morals and Dogma come libro grande, libro da maturare — pensato per il fratello che ha già attraversato il Terzo Grado. Ora ti chiedo di possederne la struttura, le fonti erudite, i limiti dell’autore, e la corretta collocazione storica.
Albert Pike: profilo biografico e storico
Albert Pike nasce a Boston il 29 dicembre 1809. Famiglia modesta del New England. Studi liceali brillanti; si iscrive a Harvard, ma non si laurea per ragioni economiche. Negli anni Trenta del XIX secolo si trasferisce nell’Arkansas, sulla frontiera occidentale americana, e fa l’insegnante, il giornalista, l’avvocato. Si forma da sé in letteratura classica, conoscenza eccezionale di greco, latino, ebraico, sanscrito (per quanto autodidattica). Avvocato di successo, scrittore prolifico, poeta.
Iniziazione massonica: nel 1850 è ricevuto Apprendista nella Western Star Lodge n. 2 di Little Rock, Arkansas. Maestro nello stesso anno. Negli anni successivi sale velocemente nei gradi del Rito Scozzese.
Guerra di Secessione (1861–1865): Pike è confederato — partecipa come generale di brigata, comandante delle truppe indiane alleate del Sud (Cherokee, Choctaw, Chickasaw). La battaglia di Pea Ridge (7-8 marzo 1862) è il suo principale fatto d’arme; e una grave macchia: gli indiani sotto suo comando furono accusati di scotennamenti di soldati Unionisti — fatto che Pike non sembra aver impedito né condannato. Si dimette dall’esercito confederato nel novembre 1862. Dopo la guerra è dichiarato traditore, fugge in Canada, ma è perdonato dal presidente Andrew Johnson nel 1866.
Sovrano Gran Commendatore (1859–1891). Già dal 1859, prima della guerra, Pike era stato eletto Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato, Giurisdizione Meridionale degli Stati Uniti (sede a Charleston, South Carolina, poi a Washington D.C.). È carica vitalizia: la tiene per 32 anni, fino alla morte. Durante questi 32 anni:
- Riformula sistematicamente i 32 rituali dei gradi scozzesi (dal 4° al 32°), prendendoli dai rituali francesi del XVIII secolo molto frammentari e farne narrazioni coerenti basate sulle grandi tradizioni religiose dell’umanità.
- Scrive Morals and Dogma (1871), commentario filosofico ai gradi rituali.
- Pubblica il Libro delle parole (1878), guida alle parole sacre dei gradi.
- Scrive Indo-Aryan Deities and Worship (postumo 1930), monumentale studio di religioni comparate.
Pike muore a Washington D.C. il 2 aprile 1891, a 82 anni. È sepolto nel House of the Temple — la sede del Supremo Consiglio scozzese degli USA a Washington — sotto una placca che lo definisce Vir Vere Magnus: “Uomo veramente grande”. A poche miglia da casa Bianca, è uno dei pochi confederati sepolti nella capitale federale.
L’opera: struttura dei 32 capitoli
Morals and Dogma (Charleston 1871, 861 pagine in 8°) ha una struttura precisa: 32 capitoli per i 32 gradi del Rito Scozzese, dal 4° al 32° (i tre gradi simbolici — Apprendista, Compagno, Maestro — non sono trattati direttamente, perché di competenza delle Logge simboliche, non del Supremo Consiglio scozzese).
Per il fratello che vuole orientarsi, ecco la suddivisione tradizionale dei 32 gradi nel Rito Scozzese:
Gradi capitolari (4°–14°): la sezione del Maestro Segreto. Inclusi: 4° Maestro Segreto, 5° Maestro Perfetto, 6° Segretario Intimo, 7° Prevosto e Giudice, 8° Intendente degli Edifici, 9° Maestro Eletto dei Nove, 10° Eletto dei Quindici, 11° Sublime Cavaliere Eletto, 12° Gran Maestro Architetto, 13° Arco Reale di Salomone, 14° Grande Eletto, Perfetto e Sublime Massone.
Gradi areopaghitici (15°–18°): il “ciclo del Cavaliere”. 15° Cavaliere d’Oriente o della Spada, 16° Principe di Gerusalemme, 17° Cavaliere d’Oriente e Occidente, 18° Sovrano Principe Rosa+Croce. Quest’ultimo grado è uno dei più alti per significato cristologico-ermetico.
Gradi consistoriali (19°–32°): la sezione filosofica. 19° Gran Pontefice, 20° Maestro Venerabile ad Vitam, 21° Cavaliere Prussiano (o Patriarca Noachita), 22° Cavaliere dell’Ascia Reale, 23° Capo del Tabernacolo, 24° Principe del Tabernacolo, 25° Cavaliere del Serpente di Bronzo, 26° Principe della Misericordia, 27° Cavaliere Comandante del Tempio, 28° Cavaliere del Sole (uno dei più filosoficamente densi), 29° Cavaliere di Sant’Andrea (o Grande Scozzese di Sant’Andrea), 30° Cavaliere Kadosh (anche scritto Knight Kadosh), 31° Inquisitore Commendatore, 32° Sublime Principe del Real Segreto.
Il 33° grado non è trattato in Morals and Dogma (è grado amministrativo del Supremo Consiglio, non rituale).
Per ogni grado, Pike fornisce un commentario filosofico-simbolico che attinge da tutte le tradizioni religiose dell’umanità. Il libro è quindi una enciclopedia comparativa organizzata per gradi rituali — strumento per il fratello che attraversa il Rito.
Le fonti erudite di Pike
Per il Compagno è bene possedere un’idea della biblioteca da cui Pike ha attinto. Ogni capitolo di Morals and Dogma dialoga con autori e tradizioni diverse. I principali:
Cabala ebraica: Pike usa abbondantemente le opere di Knorr von Rosenroth (Kabbala Denudata, 1677–84), Christian David Ginsburg (The Kabbalah, 1865), Adolphe Franck (La Kabbale, 1843). Pike è uno dei primi americani a leggere seriamente la Kabbalah cristiana europea — un fatto importante per noi.
Ermetismo rinascimentale: Ficino, Pico, Agrippa (De occulta philosophia nelle traduzioni di Pike).
Mitologia comparata pre-junghiana: Jacob Bryant (A New System or an Analysis of Ancient Mythology, 1774–76), Godfrey Higgins (Anacalypsis, 1833–36). Tradizioni dotte ma oggi datate; Pike le usa con larghezza.
Religioni misteriche antiche: i misteri di Eleusi, Iside, Mitra, Dioniso — fonti classiche (Plutarco, Apuleio, Diodoro Siculo).
Filosofia neoplatonica: Plotino, Proclo, Giamblico — letti soprattutto attraverso Thomas Taylor (1758–1835), il “platonico inglese” che traduce in inglese Plotino e Proclo nell’Ottocento.
Religioni indo-iraniche: Pike ha leggevuto i Veda tradotti, lo Zend Avesta zoroastriano. Si appoggia a Wilhelm Jones (lo Asiatick Society of Bengal della fine Settecento), Max Müller, James Darmesteter.
Filosofia eclettica francese: Victor Cousin.
Pike è dunque un grande compilatore erudito del XIX secolo — non uno storico delle religioni nel senso moderno (la disciplina di Eliade, Pettazzoni, Dumézil è dell’inizio Novecento). Le sue fonti sono datate per il Compagno contemporaneo: Bryant e Higgins, Frazer pre-frazeriano, Müller — sono autori superati dalla storiografia accademica moderna. Ma il progetto di Pike — cercare in ogni tradizione i paralleli con la Massoneria — resta valido come prospettiva.
Le controversie su Pike
Tre questioni che il Compagno deve conoscere.
1. Pike confederato e schiavista
Pike è stato generale dell’esercito confederato; ha tenuto schiavi in Arkansas; ha sostenuto la causa del Sud nella Guerra di Secessione. Su questi fatti non c’è dibattito storiografico. La sua posizione era moderata per il Sud dell’epoca (vedeva la schiavitù come istituzione destinata alla fine ma da trattare con cautela, non da abolire violentemente), ma resta posizione che oggi non possiamo condividere.
Per il fratello contemporaneo, leggere Pike significa imparare a distinguere: il Pike massone-filosofo che ha lavorato per ricostruire i rituali scozzesi è una figura; il Pike uomo politico del Sud schiavista è un’altra figura. Non si tratta di “perdonare” il secondo per salvare il primo. Si tratta di non confondere le due dimensioni della stessa persona.
2. Pike e il Ku Klux Klan: una leggenda
Una leggenda diffusa dice che Pike sarebbe stato fondatore o membro di alto rango del Ku Klux Klan. La storiografia accademica seria (Walter Lee Brown, A Life of Albert Pike, University of Arkansas Press 1997 — la biografia definitiva) ha smentito il legame. Non esistono documenti che attestino l’appartenenza di Pike al Klan. La leggenda viene da fonti polemiche anti-massoniche del primo Novecento.
Questo non assolve Pike dal razzismo personale e dalle posizioni schiaviste (che invece sono documentate). Significa solo che l’accusa specifica di appartenenza al Klan è priva di fondamento.
3. La falsificazione di Léo Taxil (1894–1897)
La leggenda più diffusa contro Morals and Dogma è la presunta frase di Pike “Lucifer is God”. Questa frase non si trova in Morals and Dogma. È invenzione del giornalista francese Léo Taxil (Gabriel Jogand-Pagès, 1854–1907), autore della più celebre frode anti-massonica della storia.
Cronologia. Nel 1885 Taxil — uomo di scarsa fede e grande inventiva — finge di convertirsi al cattolicesimo e si lancia in una campagna anti-massonica. Pubblica Les Mystères de la Franc-Maçonnerie (1886) e dozzine di altri pamphlet, popolando la sua “rivelazione” di rituali satanici, sigilli demonici, citazioni inventate da autori massonici. Inventa una donna, Diana Vaughan, ex-massone luciferiana convertita, che “rivela” la Liberty Lodge di Charleston dove Pike adorerebbe Lucifero.
Il 19 aprile 1897, a Parigi, Taxil convoca una conferenza pubblica e rivela pubblicamente la frode: tutto inventato, Diana Vaughan non esiste, Pike non ha mai scritto “Lucifer is God”. La Chiesa cattolica (che aveva preso sul serio la frode) è umiliata.
Eppure: la frase inventata da Taxil circola ancora oggi nei pamphlet anti-massonici, su internet, in serie televisive. Continua a essere attribuita a Pike. Per il Compagno è bene saperlo con precisione: non solo non è in Pike — è una bugia smentita dallo stesso autore della bugia, in conferenza pubblica, nel 1897.
Pike e la tradizione italiana
In Italia Morals and Dogma ha avuto una ricezione specifica. La traduzione italiana presso Atanòr (Roma) è stata la fonte di formazione per generazioni di fratelli del Rito Scozzese italiano. Il Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato d’Italia, ricostituito a Torino nel 1859 e oggi con sede a Roma, ha mantenuto la liturgia dei gradi alti in forma analoga a quella codificata da Pike (con le proprie inflessioni italiane).
Il fratello italiano del XX secolo che ha letto Pike con più impegno e originalità è stato Edoardo Aldo Motta (Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio italiano dagli anni 1970, vedi Compagno/Edoardo Aldo Motta - Massoneria e Alchimia). I suoi studi sul Rito Scozzese sono i continuatori italiani più diretti dell’opera di Pike.
Edizioni e bibliografia
Edizioni in italiano: - Morals and Dogma. Morale e dogma del Rito Scozzese Antico Accettato della Libera Muratoria, traduzione di Antonio Carozza, Edizioni Atanòr, Roma (varie ristampe). - Edizioni interne del Supremo Consiglio italiano (talvolta selezioni per fratelli).
Edizione critica inglese: - Albert Pike, Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry, edizione critica annotata di Arturo de Hoyos, Washington (D.C.): Supreme Council 33°, Southern Jurisdiction, 2011. Questa è l’edizione di riferimento internazionale: 1146 pagine con apparato critico esteso che identifica le fonti specifiche citate da Pike (spesso senza segnalazione esplicita). Per il Compagno serio è strumento prezioso.
Bibliografia secondaria: - Walter Lee Brown, A Life of Albert Pike, University of Arkansas Press, Fayetteville 1997. La biografia definitiva. Smentisce la leggenda dell’appartenenza al Klan. - Arturo de Hoyos, S. Brent Morris (eds.), Freemasonry in Context. History, Ritual, Controversy, Lexington Books 2004. Capitoli su Pike e Morals and Dogma. - William L. Fox, Lodge of the Double-Headed Eagle. Two Centuries of Scottish Rite Freemasonry in America’s Southern Jurisdiction, University of Arkansas Press 1997. - Henrik Bogdan, Jan A.M. Snoek (eds.), Handbook of Freemasonry, Brill 2014. Capitolo sul Rito Scozzese e Morals and Dogma.
Sulla frode Taxil: - Eugen Weber, Satan franc-maçon. La mystification de Léo Taxil, Julliard, Paris 1964. - Massimo Introvigne, Indagine sul satanismo, Mondadori, Milano 1994 (capitolo sulla frode Taxil). - Roger Dachez, Histoire de la franc-maçonnerie française, PUF, Paris 2007 (capitolo sulla frode Taxil e la sua eredità).
Una pratica e una domanda di lavoro
Pratica. Morals and Dogma è libro lungo. Per il Compagno ti suggerisco una pratica selettiva: procurati l’edizione Atanòr e leggi un solo capitolo, quello del 18° grado Sovrano Principe Rosa+Croce. È uno dei capitoli più densi simbolicamente e più importanti per la formazione del fratello. Una settantina di pagine. Tienilo come esempio del metodo di Pike — il modo in cui mette in rapporto un rituale massonico specifico con le grandi tradizioni mistiche dell’umanità.
Domanda di lavoro per la Tornata. Pike scrive che “Il Primo Grado di Massoneria è un corso di filosofia morale in simboli”. Tu, da fratello del secondo grado, sei uscito dal corso introduttivo. Cosa è stato per te quel “corso di filosofia morale in simboli”? Quale simbolo del primo grado ti ha insegnato qualcosa che, prima, non sapevi? Non rispondere subito. Riprendi le tue annotazioni di Apprendista — se le hai conservate — e cerca le tracce. Porta in Tornata, distinguendo, senza retorica.
Per andare oltre
- Versione Apprendista → Apprendista/Albert Pike - Morals and Dogma (per la presentazione del libro e dell’autore, e la cautela sulle falsificazioni Taxil)
- Versione Maestro → Maestro/Albert Pike - Morals and Dogma (per la storiografia accademica completa, l’analisi dei capitoli centrali in dettaglio, le edizioni De Hoyos, il rapporto col Rito Scozzese italiano)
Vedi anche, nel tuo grado
- Albert Pike — la figura
- Compagno/Anderson James - Le Costituzioni Massoniche — il libro fondativo della Massoneria moderna
- Compagno/Simbologia Massonica — i simboli
- Compagno/Cabala e Numerologia — la fonte semitica
- Compagno/Ermetismo — la fonte rinascimentale
- Compagno/Edoardo Aldo Motta - Massoneria e Alchimia — il continuatore italiano
- Albert G. Mackey — l’enciclopedista massonico americano contemporaneo di Pike