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Anderson James - Le Costituzioni Massoniche

libro di James Anderson 1723 ☉ 9 min di lettura ✓ verificata il 2026-05-18

Anderson — Le Costituzioni Massoniche

Storia editoriale, autori, eredi, controversie

Fratello Compagno, da Apprendista hai conosciuto le Costituzioni come libro fondativo della Massoneria moderna. Ora ti chiedo di vederle come documento storico — con la genesi, gli autori, le revisioni, le controversie. La virtù del tuo grado è il distinguere: lo eserciti su un libro che ha plasmato la Confraternita.

La data e la cornice: cosa c’era prima

Le Costituzioni del 1723 non nascono nel vuoto. Per inquadrarle correttamente devi conoscere la situazione che le precede.

1390 — il Manoscritto Regius (Halliwell) è il più antico documento massonico noto. 794 versi in inglese medio. Conservato alla British Library (MS Royal 17 A. I.). Contiene la storia mitica dell’arte dei muratori (Euclide ne è il trasmettitore) e 15 articoli + 15 punti di obbligazione per il maestro libero muratore.

1410 — il Manoscritto Cooke (MS Add. 23198, British Library). Secondo per antichità. Storia mitica analoga, in prosa.

Fra il XIV e il XVII secolo, oltre 100 Old Charges sopravvissuti documentano la presenza in Inghilterra e in Scozia di logge operative — corporazioni di muratori di mestiere — con propri statuti, propri rituali di accettazione, propria storia mitica.

1598-1599 — gli Schaw Statutes. Il Master of Works della corona scozzese, William Schaw, emana due statuti che riorganizzano le logge scozzesi e introducono un grado di formalizzazione superiore. Per David Stevenson (The Origins of Freemasonry, Cambridge UP 1988), questi sono gli statuti da cui nasce la Massoneria nel senso moderno — un secolo prima della Gran Loggia di Londra.

XVII secolo — l’ingresso dei non operativi. Dal Seicento, gentiluomini non muratori (Elias Ashmole nel 1646 a Warrington; Robert Moray nel 1641 a Edimburgo) cominciano a essere accettati nelle logge come membri onorari. La distinzione fra operative (muratori di mestiere) e accepted o speculative (membri onorari, “muratori liberi e accettati”) va sviluppandosi.

24 giugno 1717 — la Premier Grand Lodge. Quattro logge londinesi — Goose and Gridiron, Crown, Apple-Tree, Rummer and Grapes — si riuniscono e costituiscono la Gran Loggia di Londra e Westminster. Primo Gran Maestro: Anthony Sayer, un Gentleman. È il momento storico che inaugura la Massoneria speculativa nella sua forma moderna.

James Anderson e John Désaguliers: due autori, una sintesi

Le Costituzioni sono firmate da Anderson, ma è bene conoscere i due nomi.

James Anderson (Aberdeen 1679 ca. – Londra 1739). Pastore presbiteriano scozzese, ministro dal 1710 della chiesa scozzese di Swallow Street a Londra. Anderson aveva una conoscenza storica e teologica solida ma — questo è importante — non era un grande storico delle origini massoniche. La parte storica delle Costituzioni è in gran parte compilazione mitografica dagli Old Charges medievali, non ricerca documentaria.

John Theophilus Desaguliers (La Rochelle 1683 – Londra 1744). Filosofo naturale ugonotto-inglese, allievo di Isaac Newton, membro della Royal Society, terzo Gran Maestro della Gran Loggia di Londra (1719). È la mente intellettuale della stagione fondativa. Il suo background scientifico-illuministico segna profondamente il libro: la religione naturale del primo Antico Dovere è verosimilmente sua redazione.

Insieme, Anderson e Désaguliers lavorano due anni (1721–1723) e producono le Costituzioni. Pubblicano anonimi: il libro non riporta il loro nome in copertina, perché si presenta come opera della Gran Loggia, non di individui.

Le due redazioni: 1723 e 1738

Le Costituzioni hanno due edizioni canoniche in vita di Anderson.

Prima edizione, 1723 (Londra, William Hunter per John Senex e John Hooke). 91 pagine. - Storia della Massoneria in 47 pagine (Adamo → Gran Loggia 1717). - Sei Antichi Doveri (Charges). - 39 Regolamenti generali della Gran Loggia. - Quattro canzoni massoniche (compresa la celebre Master’s Song).

Seconda edizione, 1738 (Londra). 230 pagine. Sostanzialmente ampliata: - La storia è triplicata in lunghezza. - I sei Doveri sono parzialmente riformulati. Cambiamento più importante: il primo Dovere, “Sopra Dio e la religione”, nel 1723 dice che il massone è “obbligato per la sua Tenuta a obbedire alla Legge morale, e… non sarà mai uno stupido Ateo né un libertino senza religione”. Nel 1738 diventa: “Un massone è obbligato per la sua Tenuta a obbedire alla Legge morale come un vero Noachida”. L’allusione ai Noachidi — i discendenti di Noè — è ecumenica più ampia: include esplicitamente ebrei, musulmani, deisti, religioni naturali extra-cristiane. - Aggiunto un catalogo delle logge esistenti in Inghilterra e all’estero. - Aggiunte le Regolazioni Vecchie e Nuove.

Quando in Loggia si cita “le Costituzioni di Anderson”, quale delle due? La storiografia accademica di solito si riferisce alla 1723 come “Costituzioni” stricto sensu (la prima, originaria), e cita la 1738 come “Costituzioni rivedute”.

Il problema dei “Moderns” vs “Antients” (1751–1813)

La Gran Loggia del 1717 non rimase l’unica. Dal 1751 una seconda Gran Loggia si costituisce a Londra: la Gran Loggia degli Antients, fondata da un gruppo di fratelli scontenti delle “modernizzazioni” introdotte dalla Premier Grand Lodge. Per oltre 60 anni le due Gran Logge convivono ostili:

  • I Moderns sono i fondatori del 1717, eredi delle Costituzioni di Anderson 1723/1738. Più aristocratici, più razionalisti.
  • Gli Antients, guidati da Laurence Dermott, ritengono che i Moderns abbiano modificato i rituali allontanandosi dalla tradizione. Pubblicano nel 1756 un proprio libro di Costituzioni — l’Ahiman Rezon (“Aiuto al Fratello”, in pseudo-ebraico). Sono più popolari, più operativi, includono il Royal Arch come quarto grado essenziale.

Il 27 dicembre 1813 le due Gran Logge si riuniscono nella United Grand Lodge of England. È un compromesso: i rituali sono parzialmente armonizzati. Da quel momento la Massoneria mondiale eredita un patrimonio rituale ibrido.

Per il fratello che lavora bene, la lezione è importante: le Costituzioni di Anderson non sono “la” Massoneria — sono una delle tradizioni, quella Moderns. La tradizione Antients ha avuto pari peso storico, ed è significativamente diversa.

Il rapporto con il Grande Oriente d’Italia

Per noi fratelli italiani il filo è il seguente.

La prima loggia massonica italiana è quella di Firenze, fondata nel 1731 sotto la giurisdizione della Premier Grand Lodge inglese. Le Costituzioni del GOI moderno si rifanno direttamente alle Costituzioni di Anderson 1723/1738, attraverso la tradizione Moderns poi confluita nella UGLE del 1813.

Aldo A. Mola (Storia della massoneria italiana dall’Unità alla Repubblica, Bompiani 1992) ricostruisce con precisione la filiazione: il GOI, fondato a Torino nel 1805 e poi rifondato nel 1859, ha sempre tenuto come riferimento legittimante le Costituzioni andersoniane. La traduzione italiana di riferimento è quella di Mola stesso, Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723 (Bastogi 1990).

Quattro questioni storiografiche che il Compagno deve conoscere

1. La “storia mitica” è non vera documentariamente — eppure conta. La genealogia che porta da Adamo a Pitagora a Sant’Albano fino alla Gran Loggia 1717 è non una storia provabile. Ma è una storia mitografica identitaria: la Massoneria si auto-genera raccontandosi come erede di un’antica tradizione. Il valore di queste pagine è simbolico, non documentale. Da Compagno ti chiedo di tenere ferma questa distinzione.

2. Andersen minimizza l’origine scozzese. David Stevenson (1988) ha mostrato che la Massoneria speculativa nasce in Scozia, fra Schaw Statutes (1598-1599) e prime iniziazioni di non operativi (Moray 1641, Ashmole 1646), un secolo prima della Gran Loggia di Londra. Anderson, che era scozzese, minimizza questa origine — forse perché era pastore londinese e doveva legittimare la Premier Grand Lodge di Londra. La storiografia scozzese ha rivendicato negli ultimi cinquant’anni questa primazia.

3. Le Costituzioni standardizzano a costo della varietà. Prima del 1723, le logge inglesi e scozzesi avevano una varietà di tradizioni rituali. Anderson le standardizza — operazione necessaria per costituire una Gran Loggia, ma a costo della pluralità precedente. La tradizione Antients nasce, in parte, come protesta contro questa standardizzazione.

4. Le Costituzioni non affermano il segreto rituale dettagliato. Le Costituzioni descrivono cornice (Loggia, gradi, Antichi Doveri, regolamenti), non il contenuto rituale specifico. I rituali dei tre gradi non sono in Anderson. Sono trasmessi oralmente, raccolti in cataloghi tardi (Masonry Dissected di Samuel Prichard del 1730 è il primo a pubblicare il rituale dei tre gradi, ma è un libello espositivo — alcuni dicono polemico — non un manuale ufficiale). Distinzione importante: il libro delle Costituzioni è istituzionale; il rituale è trasmesso.

Edizioni italiane e bibliografia

Edizioni delle Costituzioni in italiano: - Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723, a cura di Aldo A. Mola, Bastogi, Foggia 1990 (più ristampe). Edizione bilingue. - The Constitutions of the Free-Masons (1723). Le costituzioni di Anderson, riproduzione anastatica con introduzione, Atanòr, Roma. - Edizioni interne del GOI come dispense per fratelli neofiti.

Bibliografia secondaria principale: - Aldo A. Mola, Storia della massoneria italiana dall’Unità alla Repubblica, Bompiani 1992 (più ristampe ampliate). - David Stevenson, The Origins of Freemasonry. Scotland’s Century 1590–1710, Cambridge University Press 1988. Il riferimento per l’origine scozzese. - David Stevenson, The First Freemasons. Scotland’s Early Lodges and Their Members, Aberdeen UP 1989. - Gian Mario Cazzaniga (a cura di), Storia d’Italia. Annali 21. La Massoneria, Einaudi 2006. Il riferimento collettivo italiano. - Fulvio Conti, Storia della massoneria italiana. Dal Risorgimento al fascismo, Il Mulino 2003. - Henrik Bogdan, Jan A.M. Snoek (eds.), Handbook of Freemasonry, Brill 2014. La sintesi accademica internazionale. - John Hamill, The Craft. A History of English Freemasonry, Crucible 1986. Il manuale inglese di riferimento.

Una pratica e una domanda di lavoro

Pratica. Procurati l’edizione bilingue di Mola (Bastogi 1990). Leggi i sei Antichi Doveri in italiano e in inglese. Annota su un carnet quale di essi ti parla di più adesso, da fratello del secondo grado. Poi confrontalo con il rispettivo dovere nella revisione del 1738. Identifica le differenze: chiedi a te stesso quale versione ti rappresenta meglio, perché.

Domanda di lavoro per la Tornata. Il primo Antico Dovere — sopra Dio e la religione — chiede al massone di essere fedele a “ciò su cui tutti gli uomini sono d’accordo” (1723) o di essere un “vero Noachida” (1738). In che senso queste due formulazioni descrivono lo stesso impegno? In che senso aprono spazi diversi? E tu, come fratello italiano del XXI secolo — un secolo che ha visto la pluralità religiosa farsi quotidiana — come abiti questa duplice eredità? Porta in Tornata, distinguendo.


Per andare oltre

  • Versione Apprendista → Apprendista/Anderson James - Le Costituzioni Massoniche (per la presentazione semplice del libro e dei sei Antichi Doveri)
  • Versione Maestro → Maestro/Anderson James - Le Costituzioni Massoniche (per la storia massonica del XVIII secolo, l’apparato critico, la storiografia accademica internazionale e italiana)

Vedi anche, nel tuo grado

  • James Anderson — la figura
  • Compagno/Simbologia Massonica — i simboli (con la storia degli Old Charges)
  • Compagno/Il Percorso Iniziatico — la cornice antropologica
  • Albert Pike - Morals and Dogma — il libro complementare per i gradi alti
  • Albert G. Mackey — l’enciclopedista

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