Tavola tracciata

V.I.T.R.I.O.L.: Vigilanza e Perseveranza

Simbolismo

La Loggia di Apprendista Libero Muratore è composta da tre “appartamenti”: il Gabinetto di Riflessione, la Sala dei Passi Perduti ed il Tempio. Il Gabinetto di Riflessione è il luogo dove l’Iniziando spende la prima parte del suo “Tempo Iniziatico”. Ed è in questo ambiente buio e angusto, dove gli viene chiesto di redigere il proprio Testamento spirituale, che l’Iniziando incontra per la prima volta l’acrostico “V.I.T.R.I.O.L.”, Visita Interiora Terrae Rectificando Inveniens Occultum Lapidem. Momento che segna l’inizio del proprio percorso verso la Luce. Nel corso del primo viaggio nell’elemento Terra, l’Iniziando dunque incontra il Vitriol, insieme ad altri simboli sulla parete Nord del Gabinetto di Riflessione. Simboli fino a quel momento oscuri alla sua mente, ma che istantaneamente cominciano ad entrare e far breccia nel suo animo, tanto poi da divenire fondamentali nel percorso iniziatico intrapreso. Fu il monaco benedettino tedesco Basilio Valentino, uno tra i grandi alchimisti dell’epoca, nel 1613 a coniare tale termine nel suo manoscritto intitolato “Azoth”. Tale formula indicava la Prima Materia, il solvente universale con cui operare il processo di scioglimento e coagulazione. Richiamando il “Solve et Coagula”, il V.I.T.R.I.O.L. è la formula che descrive il percorso di trasformazione che l’Iniziato si impegna ad intraprendere. Annuncia ca ta basi e a na basi, laddove il viaggio che ci si appresta a intraprendere è squisitamente interiore. La discesa nei meandri del proprio Io come presupposto per la propria crescita, e per la Conoscenza. Il Seicento è stato un periodo di svolta per l’esoterismo occidentale, anni di rinascita di un pensiero, di una visione del mondo che possiamo definire neoplatonica, dove si è cercato di ristabilire quell’antica connessione tra il Macrocosmo, l’ordine cosmico delle cose, Dio, l’Universo ed il Microcosmo, cioè l’Uomo ed il suo essere interiore. È un pensiero di ricongiungimento che avviene su due livelli: con Sé stessi e con il Mondo. Nel percorso iniziatico questi due momenti si realizzano sincronicamente, poiché è ricongiungendosi con il proprio Sé che ci si ricongiunge con il Mondo. Solo conoscendo Sé stessi si conosce il mondo, in virtù di quel profondo sistema di risonanze e corrispondenze tra Microcosmo e Macrocosmo

Nel monito V.I.T.R.I.O.L. si sintetizza tutta l’essenza del nostro percorso Iniziatico. L’acrostico riportato sulla parete Nord nel Gabinetto di Riflessione indica quel lavoro che ognuno di noi è chiamato a compiere per sgrossare la propria Pietra Grezza ed ambire alla Pietra Filosofale: la “Pietra Cubica Massonica”. Richiama quel duro lavoro da svolgere individualmente sulla propria persona, cercando di arrivare nei più reconditi antri del nostro “Io”. Ed in tale percorso è necessario liberarsi del superfluo, abbandonare certezze ed illusioni affinché il seme posto all’interno dell’elemento Terra possa germogliare e trasformarsi in pianta. Per compiere tale percorso il presupposto fondamentale è dunque acquisire la consapevolezza del Sé, conoscerSi. “Nosce te Ipsum”. È l’esortazione del Tempio dell’Oracolo di Delfi, che anticamente già invitava l’Iniziato a cercare la Verità dentro di Sé anziché nel mondo delle apparenze. Collocato all’ingresso del Tempio, tale monito richiama ciascun Fratello ad un lavoro di introspezione, imprescindibile per un’autentica esperienza Iniziatica. È l’impegno che ciascuno Iniziato ha preso nei confronti di sé stesso e dei suoi Fratelli durante la trasformazione nel Gabinetto di Riflessione. Tramite il Nosce te Ipsum si compie il perfezionamento cui l’acrostico V.I.T.R.I.O.L. fa riferimento. È necessario che ogni elemento profano resti fuori dal Tempio, affinché l’Iniziato possa intraprendere efficacemente il proprio percorso di purificazione e trasformazione: di “rettifica” per l’appunto. Secondo Oswald Wirth il V.I.T.R.I.O.L. è il primo insegnamento massonico. Per apprendere “Come Pensare” occorre esercitarsi nel completo isolamento dalle distrazioni. Rientrando in sé stessi e guardandosi dentro. Considerato inoltre nella sua interezza, il termine V.I.T.R.I.O.L. è il “vetriolo”: l’acido solforico, sostanza che in chimica può atteggiarsi come componente utile oppure tossico. Tramite la propria evoluzione spirituale, il processo che si innesca è analogo a quello chimico del vetriolo: invero l’impegno di ciascun Fratello è un dovere nei confronti di sé stesso e degli altri, poiché sottovalutare tale impegno produrrebbe effetti venefici per sé e nei confronti degli altri, similmente al comportamento dell’acido. Soffermandoci ulteriormente ad analizzare l’acrostico, il V.I.T.R.I.O.L. scandisce tutte le fasi di trasformazione interiore, proprio come la formula di un processo alchemico

Etimologicamente il termine “Visita” è legato a “vista” (dal sanscrito vid che significa vedere, conoscere) e di conseguenza si riferisce all’occhio, organo di senso deputato alla percezione della luce. E la Luce è simbolo di “Conoscenza”. Ed è proprio la Luce ciò che l’Iniziando chiede bussando al nostro Tempio. Tale Luce spirituale è qualcosa che si può ottenere solo se il proprio Occhio interiore ha piena volontà di riceverla. Ciò è possibile solo attraverso la ca ta basi, la “discesa al mondo di sotto”, vale a dire quel viaggio verso il proprio Sé che è processo di individuazione junghiano. È indiscutibile per tutti che la vista sia organo di senso essenziale per conoscere il mondo che ci circonda. L’imperativo Visita è un monito a Vedere, ad “aprire” il nostro “Occhio interiore”, a risVEGLIArci per accedere ad un livello di conoscenza autentico. Per acquisire consapevolezza, per vedere; laddove la realtà finora conosciuta rivelerà non essere altro che un’illusione. Questo è l’imperativo che arde in ogni Iniziato, districarsi dalla selva oscura in cui vaghiamo, per ritrovare la “dritta” via smarrita. La Rectifica si riferisce al lavoro di sgrossatura della propria pietra grezza, cui il Libero Muratore è chiamato. In fisica l’operazione di rettifica della materia consiste nel renderla suscettibile di assorbire e riflettere la luce come per un cristallo o un granello di sale. In ambito latomistico il processo di Rettifica avviene mediante l’uso della Squadra e del Compasso: simboli rispettivamente della rettitudine e dell’abilità di mantenere la propria capacità immaginativa e creatrice. Strumenti essenziali per la Libera Muratoria. Occultum lapidem, la Pietra nascosta. La Pietra è dunque qualcosa che nasconde in sé forme che per emergere devono essere estrapolate tramite un lavoro consapevole di sgrossatura. Lavorando sul proprio Sé, affrancando lo Spirito dalla pesante materia, rettificando, perverremo alla Pietra Filosofale. L’Oro alchemico, il Sole geroglifico dell’antico Egitto. L’Elisir di lunga vita tanto anelato nelle filosofie orientali. Tra i simboli presenti nel Gabinetto di Riflessione, troviamo un’ulteriore indicazione su come procedere nel nostro percorso di trasformazione: “se tu perseveri sarai purificato dagli elementi, verrai fuori dall’abisso delle tenebre, vedrai la Luce.”. Vigilanza e Perseveranza. Come il Gallo canta l’alba di un nuovo giorno, così è il risveglio iniziatico

La Perseveranza è un atteggiamento che comporta costanza e fermezza nel perseguire il proprio scopo. Provare e riprovare sono due verbi che devono accompagnarci durante il nostro percorso iniziatico. Vigilanza significa “essere desti”. Con l’Iniziazione comincia il viaggio verso la Conoscenza, la propria ricerca del V.I.T.R.I.O.L.. La discesa nella profondità delle proprie debolezze e caducità. La paura di affrontare le viscere di sé stessi è la prova che ogni Iniziato deve superare per riuscire a scorgere la Luce dalla tenebra interiore. Far risplendere il proprio Sole interiore non costituisce un punto di arrivo, piuttosto rappresenta un punto di non ritorno per l’Iniziato, laddove la lotta con il proprio Io durerà una vita. Vigilanza e perseveranza come un mantra accompagnano il percorso di Conoscenza non più individuale ma cosmico. Poiché la Conoscenza del Sé si sublima nell’abbraccio con l’Anima Mundi. Perché “fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

13 Febbraio 2024

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