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Edda Poetica - I Canti degli Dei Norreni
Edda Poetica
I Canti degli Dei Norreni (Codex Regius c. 1270; materiale orale IX–XII sec.)
Fratello Compagno, ora che hai superato l’Apprendistato, ti propongo di approfondire la tradizione eddica nella sua struttura. Non più solo “Odino appeso all’albero”, ma il corpus letterario completo di una mitologia: i 29 poemi del Codex Regius, la cosmogonia del Völuspá, la trifunzionalità indoeuropea, l’iniziazione di Odino come paradigma comparativo. Comprendere queste strutture è entrare in possesso di uno degli strumenti interpretativi più potenti per leggere comparativamente la nostra propria tradizione iniziatica.
La tradizione manoscritta: Codex Regius e Snorri
Il Codex Regius (GKS 2365 4to)
Compilato nel 1270 circa da uno scriba anonimo islandese — probabilmente in un monastero o presso una corte vescovile — il Codex Regius contiene 29 poemi che costituiscono l’Edda Poetica o Edda Antica (Eldra Edda). I poemi non furono composti dallo scriba: rappresentano una tradizione orale ben più antica, le cui parti più arcaiche risalgono al IX-X secolo (epoca vichinga pre-cristiana).
I 29 poemi si dividono in due gruppi:
Poemi mitologici (11): - Völuspá (“La profezia della veggente”) — cosmogonia, antropogonia, Ragnarök - Hávamál (“I detti dell’Eccelso”) — insegnamenti di Odino, autosacrificio all’albero, Rúnatal - Vafþrúðnismál — gara di sapienza fra Odino e il gigante Vafthrudnir - Grímnismál — catalogo mitologico arcaico - Skírnismál — corteggiamento della gigantessa Gerðr da parte di Freyr (via Skirnir) - Hárbarðsljóð — disputa fra Odino travestito (Hárbarðr) e Thor - Hymiskviða — pesca cosmica di Thor al serpente Jǫrmungandr - Lokasenna (“Schermaglie di Loki”) — parodia profana del pantheon - Þrymskviða — il martello rubato di Thor, cross-dressing parodico - Alvíssmál — gara enciclopedica di nomi sinonimi - Baldrs draumar — sogni del dio Baldr che presagiscono la sua morte
Poemi eroici (18): cicli di Helgi, dei Volsunghi (Sigurd-Brunilde-Gunnar-Atli), di Jörmunrekkr — fonti di tutta la tradizione germanica eroica fino al Nibelungenlied tedesco e poi a Wagner.
Snorri Sturluson e la sua Edda
Parallelo al Codex Regius, abbiamo l’Edda in Prosa (anche detta Snorra Edda, “Edda di Snorri”) composta in Islanda c. 1220 dal poeta, giurista e politico Snorri Sturluson (1179–1241), durante la sua seconda Lögsögumaður (carica di “dittore della legge” dell’Alþingi, il parlamento islandese).
L’Edda di Snorri si compone di tre parti:
- Gylfaginning (“L’inganno di Gylfi”) — narrazione mitologica completa dalla creazione al Ragnarök, in forma di dialogo fra il re Gylfi e gli Æsir travestiti.
- Skáldskaparmál (“Linguaggio della poesia”) — manuale dei kenningar (perifrasi poetiche; es. “fiore dei combattimenti” = il sangue), con citazioni di centinaia di versi scaldici antichi.
- Háttatal (“Enumerazione delle forme”) — saggio metrico con 102 forme di verso scaldico.
Snorri è già cristiano (l’Islanda si è convertita nel 999/1000), e tratta il paganesimo norreno con distacco antiquario: sostiene che gli “dèi” erano antichi sovrani umani divinizzati post mortem (teoria dell’evemerismo, da Evemero, filosofo greco del III sec. a.C.). Ma Snorri preserva la mitologia con scrupolo filologico — senza la sua Edda avremmo perso buona parte di ciò che sappiamo del paganesimo nordico.
Snorri viene assassinato il 23 settembre 1241 nella sua tenuta di Reykholt per ordine del re norvegese Haakon IV, dopo essersi schierato col conte Skúli Bárðarson nella guerra civile norvegese del 1240. Le sue ultime parole, tramandate dal nipote Sturla nella Sturlunga saga: «Eigi skal höggva!» — “Non colpite!”. Fine drammatica del più grande scrittore medievale di lingua nordica.
Il Völuspá: la profezia cosmogonica
Il poema più importante dell’Edda Poetica è il Völuspá (“La profezia della völva”, 66 strofe in fornyrðislag). La struttura è quella di un monologo profetico: la völva (veggente, sciamana norrena) racconta a Odino ciò che ha visto del passato e profetizza il futuro:
Cosmogonia (strofe 1–6). Dal Ginnungagap (l’abisso primordiale) emergono per opera del calore di Muspelheim e del freddo di Niflheim Ymir, il proto-gigante, dal cui corpo poi smembrato gli dèi creano i Nove Mondi. Origine bipolare fuoco/ghiaccio specifica del mito nordico.
Antropogonia (strofe 17–18). Gli Æsir Óðinn, Hœnir e Lóðurr trovano due alberi (Askr “frassino” e Embla “olmo”?) sulla spiaggia e li trasformano in primi uomini insufflando önd (respiro), óðr (mente), lá ok litir góðir (calore, sangue, colore).
Tre Norne (strofe 19–20). Urðr (passato), Verðandi (presente), Skuld (futuro) — tessono i destini al piede di Yggdrasil.
Guerra Æsir/Vanir (strofe 21–26). L’unica guerra divina cosmica nordica; con essa si stabilisce l’ordine bipartito dei due gruppi divini (Æsir bellicosi, Vanir di fertilità) integrati in un unico pantheon.
Morte di Baldr e legatura di Loki (strofe 31–35). La morte del dio luminoso Baldr per mano del cieco Höðr (manipolato da Loki) introduce la corruzione del cosmo. Loki, padre dei mostri (Fenrir, Jǫrmungandr, Hel), viene legato con le viscere del proprio figlio Narfi sotto un serpente velenoso.
Ragnarök (strofe 41–58). Apocalisse cosmica: Fimbulvetr (il grande inverno triennale); morte di Freyr per mano del gigante di fuoco Surtr; Thor uccide il serpente Jǫrmungandr e ne muore per il veleno; Odino divorato da Fenrir; distruzione dei Nove Mondi per il fuoco di Surtr.
Rinascita (strofe 59–66). Un mondo nuovo emerge dalle acque; i campi non seminati danno frutto; gli dèi sopravvissuti (Víðarr e Váli, Móði e Magni, Baldr e Höðr riconciliati) si ritrovano nella prateria di Iðavellir; due umani (Líf e Lífþrasir) ripopolano la terra. Renovatio mundi di chiarissima impronta indoeuropea — il tempo ciclico (non lineare) parallelo a Kali Yuga induista, kalpa buddhista, ekpyrosis stoica.
L’iniziazione di Odino — l’Hávamál 138–145
Il testo che il fratello Compagno deve padroneggiare è il Rúnatal dell’Hávamál (strofe 138-145), dove Odino racconta la propria iniziazione in prima persona:
«Io so che fui appeso all’albero mosso dal vento per nove intere notti, ferito con la lancia, offerto a Odino, me stesso a me stesso, su quell’albero di cui nessuno sa da quali radici spunta.
Non mi diedero pane né mi offrirono corno; mi chinai e raccolsi le rune, le raccolsi urlando, e caddi da lì.»
L’analisi strutturale di questo passo (Schjødt 2008, Initiation between Two Worlds) mostra una sequenza iniziatica in cinque tempi:
- Sospensione all’albero cosmico — uscita dalla condizione ordinaria;
- Ferita con la lancia — segno sacrificale (la stessa lancia di Odino, Gungnir, è simbolo del dominio sovrano);
- Privazione alimentare per 9 notti — ascesi rituale;
- Discesa alle radici dell’albero per “raccogliere” le rune — accesso alla sapienza nascosta;
- Caduta dall’albero — ritorno al mondo, rinato come iniziato.
Il parallelo strutturale con il Terzo Grado massonico è oggetto di confronto comparativo nella letteratura iniziatica (Cargouet, Pommereau): la morte rituale, l’ascesi, l’accesso alla Parola, la rinascita.
La cosmologia: i Nove Mondi e Yggdrasil
La cosmologia nordica organizza l’esistenza in Nove Mondi, connessi dall’albero cosmico Yggdrasil:
- Asgard (degli Æsir, dèi sovrani);
- Vanaheim (dei Vanir, dèi della fertilità);
- Alfheim (degli elfi chiari);
- Midgard (degli esseri umani);
- Jotunheim (dei giganti);
- Svartalfheim (degli elfi oscuri/nani);
- Niflheim (ghiaccio e nebbia primordiale);
- Muspelheim (fuoco primordiale);
- Helheim (il regno di Hel, dei morti).
Yggdrasil (“Il Destriero di Ygg/Odino”), il frassino cosmico, ha tre radici che affondano in Asgard, Jotunheim, Niflheim. Sotto ogni radice una pozza: Urðarbrunnr (del destino), Mímisbrunnr (della saggezza), Hvergelmir (sorgente di tutti i fiumi). Sull’albero vive l’aquila Veðrfǫlnir; sulle radici il serpente Níðhǫggr; lo scoiattolo Ratatoskr corre su e giù riportando insulti tra i due.
La trifunzionalità di Dumézil
L’analisi comparativa indoeuropea — sviluppata da Georges Dumézil (1898–1986) in opere monumentali come Mythes et dieux des Germains (1939), Loki (1948), Mythe et épopée I-III (1968-73) — riconosce nella mitologia nordica la struttura tripartita indoeuropea:
- Prima funzione (sacrale-sovrana): Odino (sovrano magico, sciamano, signore delle rune e dell’estasi) + Týr (sovrano giuridico-legale, garante dei trattati);
- Seconda funzione (guerriera): Thor (combattente, protettore di Midgard contro i giganti);
- Terza funzione (produttiva-fertile): Freyr e i Vanir (dèi della fertilità, della pioggia, del raccolto, della prosperità).
La guerra Æsir/Vanir del Völuspá è — secondo Dumézil — il riflesso mitico della integrazione delle prime due funzioni (sovrana-guerriera, Æsir) con la terza (produttiva, Vanir). Struttura che ritroviamo nelle Tre Camere Tribali romane, nelle quattro caste indù (con i Brāhmaṇas/Kṣatriya/Vaiśya delle prime tre), e — il fratello Compagno se ne renderà conto — nei tre gradi della Massoneria simbolica (Apprendista/Compagno/Maestro come tre ordini funzionali della Loggia).
Le rune: storia, funzione, esoterismo
Le rune (antico nordico rún, “segreto, mistero”) sono il sistema di scrittura germanica usato dal I sec. d.C. al XVII sec. nelle aree nordiche. I tre principali alfabeti:
- Elder Futhark (Antico Futhark, c. 150–800 d.C.) — 24 rune, attestato in iscrizioni germaniche delle migrazioni.
- Younger Futhark (Giovane Futhark, c. 800–1100 d.C.) — ridotto a 16 rune, usato dai Vichinghi.
- Anglo-Saxon Futhorc (c. 500–1100 d.C.) — 33 rune nelle versioni più estese.
Ogni runa ha quattro dimensioni: - Forma grafica (segno angolare per facilitare l’incisione su pietra/legno); - Suono fonetico corrispondente; - Nome (rune-name) carico di significato simbolico (es. Fehu = bestiame/ricchezza; Ansuz = dio/Odino; Kenaz = torcia/luce); - Virtù magico-divinatoria nella tradizione esoterica.
L’uso divinatorio delle rune è attestato già da Tacito (Germania 10, 98 d.C.): i Germani gettavano bastoncini di legno con incise rune e interpretavano l’auspicio. L’uso magico-incantatorio è documentato sia nei poemi eddici (gli “18 incantesimi di Odino” nell’Hávamál 146-163) sia nelle iscrizioni archeologiche.
Cautela storica imprescindibile: il “runismo” esoterico moderno nasce con Guido von List (Das Geheimnis der Runen, 1908) — costruzione di un “Armanen-Futhark” di 18 rune (basato sui 18 incantesimi dell’Hávamál) che non corrisponde a nessun alfabeto storico attestato. List fonda la Guido-von-List-Gesellschaft (1908), matrice da cui si svilupperà la Thule-Gesellschaft monacense (1918) e il movimento völkisch tedesco, con la nota appropriazione nazionalsocialista. Per il fratello Compagno è doveroso conoscere questa storia: Nicholas Goodrick-Clarke, The Occult Roots of Nazism (1985, ed. NYU Press 2003), è il riferimento.
Distinguere fra: - Runologia accademica (Klaus Düwel, Tineke Looijenga, Michael Barnes) — disciplina storico-filologica seria; - Runismo esoterico contemporaneo (Edred Thorsson, Stephen Flowers, Freya Aswynn) — legittimo nel suo ambito (Ásatrú etico-inclusivo); - Appropriazione völkisch (List, Marby, Spiesberger, ariosofia, nazionalsocialismo) — categoria storiograficamente compromessa.
Le tre cose vanno tenute distinte per evitare cortocircuiti.
Per cominciare a leggerlo (livello Compagno)
In italiano: - Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, Longanesi/TEA, Milano 1991 (ed. ampliata 2008). Manuale comparativo di base. - Edda Carmi norreni, a cura di Andrea Meregalli, Mondadori (Oscar Classici), Milano 2018. Traduzione recente con testo a fronte. - Edda Poetica, traduzione di Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli, Rusconi, Milano 1982 (rist. Mondadori). La storica traduzione italiana. - Edda di Snorri, traduzione di Gianna Chiesa Isnardi, Rusconi/Bompiani, Milano 1975.
Studi accademici accessibili (per il Compagno): - John Lindow, Norse Mythology. A Guide to Gods, Heroes, Rituals, and Beliefs, Oxford UP, Oxford 2001. Manuale di consultazione di riferimento. - Carolyne Larrington, The Norse Myths. A Guide to the Gods and Heroes, Thames & Hudson, London 2017. - Régis Boyer, Yggdrasill. La religion des anciens Scandinaves, Payot, Paris 1981. Sintesi francese accessibile. - Georges Dumézil, Mythes et dieux des Germains, Leroux/Flammarion (più edd.). Per la comparatistica indoeuropea.
Tre cautele per il Compagno
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L’Edda è stratificata. Non tutti i 29 poemi del Codex Regius hanno la stessa data: alcuni risalgono al IX-X sec. (pagani puri), altri al X-XI (con tensione pagana/cristiana), altri al XII-XIII (cristianizzati o influenzati). La “questione eddica” (Bugge, Heusler, Nordal, von See) è ancora aperta. Quando leggi un poema, sappi a quale strato appartiene.
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L’evemerismo di Snorri non va trasportato sull’Edda Poetica. Snorri legge gli dèi come re umani divinizzati — interpretazione cristianizzata, cauta. L’Edda Poetica li presenta come dèi. Le due Edde non hanno la stessa teologia.
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La struttura iniziatica di Odino-all’albero è suggestiva ma non identica a Hiram. Il parallelo strutturale è reale e fecondo. Ma la divinità Odino e il personaggio di Hiram non sono “la stessa cosa”: condividono un archetipo (la morte iniziatica del Maestro), non un’origine genealogica. Usa il confronto come strumento ermeneutico, non come tesi storica.
Per andare oltre
- Versione Apprendista → Apprendista/Edda Poetica - I Canti degli Dei Norreni (se vuoi tornare alla presentazione iniziale: Odino-Hiram, Yggdrasil, le rune)
- Versione Maestro → Maestro/Edda Poetica - I Canti degli Dei Norreni (per la filologia eddica completa: edizioni critiche Neckel-Kuhn-Dronke, la “questione eddica”, Snorri Sturluson e l’Sturlungaöld, ricezione moderna Rudbeck-Mallet-Grimm-Wagner-Bugge-von List, runologia Düwel-Looijenga-Barnes vs appropriazione völkisch Goodrick-Clarke)
Vedi anche, nel tuo grado
- Compagno/Mistica Comparata — l’iniziazione di Odino comparativamente
- Compagno/Il Percorso Iniziatico — la struttura morte-rinascita
- Compagno/Tradizione Primordiale Guénon — la lettura tradizionalista
- Compagno/Misteri Antichi e Mitologia — il macro-tema generale
- Carl Gustav Jung — l’archetipo del Sé nella mitologia nordica
- Joseph Campbell — il viaggio dell’eroe nordico (Sigurd, Volsunghi)