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Gnosticismo - La Tradizione dei Cercatori di Luce
Gnosticismo
Le scuole, i testi, la cosmologia, il problema di una categoria
Fratello Compagno, da Apprendista hai conosciuto lo gnosticismo come intuizione — l’idea che il mondo sia altro da quello che sembra e che in te ci sia una scintilla da riconoscere. Ora ti chiedo di entrare nelle stanze dello gnosticismo storico: le scuole, i testi, la cosmologia esplicita. E ti chiedo soprattutto di affrontare una questione metodologica che la storiografia contemporanea ha posto in modo radicale: esiste davvero qualcosa che si chiama “gnosticismo”?
Le quattro scuole maggiori
Lo “gnosticismo” che abbiamo studiato è in realtà un insieme di scuole diverse, fra II e IV secolo, che condividono alcuni temi ma differiscono nei dettagli dottrinali e rituali. Le quattro più importanti.
1. Scuola alessandrina (Valentino, Basilide)
Operava ad Alessandria d’Egitto, il grande crocevia culturale del Mediterraneo orientale. Aveva un carattere filosofico-cristiano — i suoi maestri leggevano Platone, conoscevano Filone d’Alessandria, dialogavano con il medioplatonismo del loro tempo.
Valentino (c. 100 – c. 175) è la figura di vertice. Nato in Egitto, formato ad Alessandria, si trasferisce a Roma dove insegna fra il 136 e il 165. Quasi diventa Vescovo di Roma (Tertulliano dice che fu battuto da Pio I per pochi voti). Fonda una scuola che durerà secoli, con cellule attive in Egitto, Italia, Gallia, Asia Minore. Il sistema valentiniano è di una sofisticazione raffinata: il Pleroma contiene 30 Eoni organizzati in sizigie (coppie complementari), da Bythos (Profondità) e Sigè (Silenzio) fino a Cristo e Sophia. La caduta della Sophia genera il Demiurgo e il cosmo materiale.
Basilide (fl. 117–138 ad Alessandria) propone una variante: il Demiurgo non è malvagio, ma ignorante della Vera Divinità. La sua cosmologia conta 365 cieli — uno per ogni giorno dell’anno. Discepoli importanti: Isidoro (suo figlio), e i basilidiani egizi del III secolo.
2. Scuola siriaca (Marcione, e oltre)
In Siria e Asia Minore, la corrente gnostica ha un carattere più paolino — fortemente legata alle lettere di Paolo, in particolare alla Lettera ai Romani e alla Lettera ai Galati.
Marcione (c. 85 – c. 160), nato a Sinope (sul Mar Nero) da famiglia ricca, fa fortuna come armatore. Si trasferisce a Roma nel 140. Espulso dalla chiesa di Roma nel 144, fonda la propria chiesa — che ha enorme successo per duecento anni in tutto l’Impero. Tesi radicale: il Dio dell’Antico Testamento è il Demiurgo malvagio (geloso, iroso, fatturatore di disastri); il Padre di Gesù è un Dio completamente nuovo, un Dio di pura misericordia che irrompe nella storia con Cristo. Marcione fu il primo a tentare un canone del Nuovo Testamento: solo Luca (purgato delle citazioni dall’AT) e dieci lettere di Paolo (escluse le pastorali). Le sue chiese sopravvissero fino al V secolo.
3. Scuola setiana (Egitto, II–III sec.)
Il setianesimo è la corrente più “pagana” dello gnosticismo — il Seth biblico (figlio di Adamo) è considerato l’archetipo del genere umano spirituale, il progenitore dei semi divini incarnati. Il suo testo cardine è l’Apocrifo di Giovanni, scoperto a Nag Hammadi in tre recensioni indipendenti (segno di larga diffusione). Il setianesimo è la corrente da cui sorgono molti dei testi di Nag Hammadi.
4. Mandeismo (Mesopotamia, II sec. – oggi)
Unica forma gnostica sopravvissuta fino ai giorni nostri. I mandei vivono ancora oggi in Iraq, in Iran e in diaspora (qualche migliaio in totale). Hanno una liturgia battesimale (immersione nell’acqua corrente — chiamata masbutha), una gerarchia sacerdotale, una lingua liturgica propria (mandeo, dialetto aramaico orientale), un corpus testuale monumentale: il Ginza (“Tesoro”), il Libro di Giovanni, il Libro delle Mille e Dodici Domande. La loro figura centrale è Giovanni Battista, non Cristo.
Nag Hammadi: la rivoluzione del 1945
Nel dicembre 1945, vicino al villaggio egizio di Nag Hammadi, alla base del massiccio Gebel al-Tarif, il contadino Muhammad ‘Ali al-Samman dissotterra una giara di terracotta sigillata contenente 13 codici di papiro. I codici sono libri rilegati in pelle, di formato simile al codice moderno, e contengono 52 trattati gnostici in copto sahidico, di cui 6 duplicati. La datazione paleografica li colloca tra 340 e 360 d.C. — sono traduzioni in copto di originali greci precedenti (II–III secolo).
Sono stati interrati nel IV secolo da monaci probabilmente del vicino monastero pacomiano di Chenoboskion, dopo la lettera festale numero 39 di Atanasio d’Alessandria (367 d.C.) che ordinava di distruggere ogni libro “apocrifo” non riconosciuto dal canone ortodosso. Per fortuna i monaci li nascosero invece di bruciarli.
I codici, dispersi sul mercato antiquario egizio nei mesi successivi alla scoperta, sono recuperati dal Coptic Museum del Cairo (1948–1956). Un codice (il Codex I, detto “Codex Jung”) fu acquistato a Bruxelles per la Fondazione Jung di Zurigo nel 1952 — è il codice che contiene il Vangelo della Verità di Valentino, da Jung commentato con entusiasmo.
L’edizione critica completa dei codici di Nag Hammadi è iniziata nel 1972 (Robinson, Coptic Gnostic Library Project) ed è proseguita per quattro decenni. Oggi tutti i testi sono accessibili.
I testi più importanti per il Compagno
- NH II,2 — Vangelo di Tommaso. 114 logia (detti) di Gesù — alcuni paralleli ai vangeli canonici, altri inediti. Il logion 70 dice: «Se voi tirate fuori ciò che è in voi, ciò che è in voi vi salverà; se voi non avete in voi ciò, ciò che non avete in voi vi ucciderà». Pagina gnostica per eccellenza.
- NH I,3 — Vangelo della Verità (di Valentino). Omelia poetica di una bellezza sublime. Inizia: «Il vangelo della verità è una gioia per coloro che hanno ricevuto, dal Padre della verità, la grazia di conoscerlo».
- NH II,1 — Apocrifo di Giovanni. L’enciclopedia della cosmologia gnostica setiana: la generazione del Pleroma, la caduta della Sophia, la nascita del Demiurgo (chiamato Ialdabaoth — “figlio del caos”), la creazione di Adamo, l’invio del Cristo per ridestare le scintille.
- NH II,3 — Vangelo di Filippo. Meditazione sui sacramenti: battesimo, unzione, eucaristia, “camera nuziale”. Conserva la celebre frase: «Il signore amava Maria più di tutti i discepoli; e [la] baciava sulla [bocca]».
- NH VI,2 — Tuono, mente perfetta. Poesia paradossale di straordinaria potenza: «Io sono la prima e l’ultima. Io sono l’onorata e la disprezzata. Io sono la prostituta e la santa. Io sono la moglie e la vergine».
Edizioni italiane essenziali: - Luigi Moraldi, I Vangeli gnostici. Vangeli di Tommaso, Maria, Verità, Filippo (Adelphi, Milano 1984, più ristampe). Più accessibile. - Manlio Simonetti, Testi gnostici in lingua greca e latina (Fondazione Lorenzo Valla / Mondadori, Milano 1993). Più scientifica. - Luigi Moraldi, I codici di Nag Hammadi (UTET, Torino 2008). Più completa.
La cosmologia gnostica in dettaglio
Per il Compagno è utile possedere la cosmologia gnostica nella sua grammatica completa — sapendo che ogni scuola la articolava un po’ diversamente, ma la struttura di base è ricorrente.
Al vertice, il Dio Sconosciuto (in greco Agnostos Theos). Non si nomina, non si descrive. È sorgente, non manufatto.
Dal Dio Sconosciuto emana il Pleroma — la “Pienezza” della divinità — popolato da Eoni (entità divine, eternità personificate). Gli Eoni sono organizzati in sizigie (coppie maschio-femmina): Bythos-Sigè (Profondità-Silenzio), Nous-Aletheia (Intelletto-Verità), Logos-Zoé (Verbo-Vita), Anthropos-Ekklesia (Uomo-Chiesa), e così via. Nel sistema valentiniano gli Eoni sono 30 organizzati in tre raggruppamenti (Ogdoade, Decade, Dodecade).
La caduta della Sophia. L’ultima delle Eoniste, Sophia (“Sapienza”), si stacca dal coniuge e desidera conoscere il Padre direttamente. Questo desiderio illegittimo produce una figlia — un essere imperfetto, vivente — che la Sophia cerca di nascondere fuori dal Pleroma. Quel figlio è il Demiurgo (chiamato anche Ialdabaoth, “figlio del caos”; Saklas, “lo stolto”; Samael, “il cieco”).
La creazione del cosmo. Il Demiurgo, ignaro di avere Madre e Padre superiori, crede di essere l’unico Dio. Plasma la materia, crea i sette cieli planetari presieduti da Arconti (potenze demoniche). Crea l’uomo Adamo come pupazzo materiale — ma vi spira dentro, senza saperlo, una scintilla della luce divina che ha ereditato dalla Sophia.
La salvezza. Il Cristo, mandato dal Pleroma, scende attraverso le sfere planetarie (acquisendo da ciascuna un travestimento) e si manifesta sulla terra per ridestare le scintille divine imprigionate nei corpi umani. Chi vede questa rivelazione — chi gnostikizza — può, al momento della morte, risalire attraverso le sfere, restituendo a ciascuna il suo travestimento, e tornare al Pleroma.
Questo è lo schema. Le variazioni fra scuole sono importanti ma secondarie. Quello che è cardine — e che dura — è la postura esistenziale: il sentimento di essere stranieri nel mondo, la nostalgia di una patria perduta, la speranza del ritorno. Il fratello sensibile riconosce in questo schema qualcosa che, in misura più o meno consapevole, attraversa la propria vita.
Il problema della categoria stessa
Da Compagno ti chiedo di affrontare una questione metodologica seria, perché ti aiuterà a leggere ogni libro su questo tema con la giusta cautela.
Nel 1996, Michael Allen Williams pubblica Rethinking ‘Gnosticism’. An Argument for Dismantling a Dubious Category (Princeton UP). Argomento: il termine gnosticismo è una costruzione moderna, inventata dagli eresiologi cristiani e poi sistematizzata dagli storici delle religioni dell’Ottocento. Le scuole che ci raggruppano sotto questa etichetta (valentiniani, setiani, basilidiani, mandei, marcioniti) sono fra loro così diverse — per dottrina, per pratica, per origine — che chiamarle tutte con un nome solo è fuorviante.
Nel 2003, Karen King (Harvard) prosegue il discorso in What Is Gnosticism?: la categoria è teologicamente costruita — gli eresiologi cristiani l’hanno inventata per radunare in un cestino sotto un’unica etichetta tutto quel che volevano respingere. Lo storico contemporaneo non dovrebbe più usare quella categoria.
La risposta degli studiosi più tradizionali (Birger Pearson, Bentley Layton) è che la categoria, pur problematica, funziona ancora se la si usa con cautela — c’è davvero qualcosa di comune fra Valentino e l’autore dell’Apocrifo di Giovanni che giustifica un nome unificante.
Il dibattito è aperto. Per il Compagno, la lezione operativa è: usa la parola “gnosticismo” con cautela, e quando la usi sappi che è una semplificazione. Quando puoi, parla di valentinianesimo, setianesimo, mandeismo, manicheismo — specifica.
Una linea lunga che attraversa la storia
Per il Compagno è utile percepire che lo spirito gnostico — quel sentimento di non essere a casa nel mondo e di ricordarsi di un’origine altra — non finisce con la chiusura delle scuole antiche. Riemerge in forme diverse:
- Manicheismo (III–XIV sec.), religione mondiale dall’Atlantico alla Cina. Sant'Agostino fu manicheo per nove anni.
- Pauliciani (Armenia, VII–IX sec.).
- Bogomili (Bulgaria, X–XV sec.).
- Catari/Albigesi (Linguadoca-Lombardia, XI–XIII sec.), distrutti dalla crociata albigese (1209–1229) e dall’Inquisizione.
- L’Église gnostique di Jules Doinel a Lione (1890, rifondata da Fabre des Essarts), riconosciuta dalla Theosophical Society di Blavatsky e dall’occultismo francese di Lévi e Papus.
- Le riprese di Carl Gustav Jung (Aion 1951, Risposta a Giobbe 1952) — Jung come gnostico moderno.
- La narrativa di Borges, Pessoa, Yourcenar, fino a Il pendolo di Foucault di Umberto Eco (1988).
- Il New Age contemporaneo, che ne riprende il vocabolario senza la disciplina.
Studio italiano monumentale di questa longue durée: Giovanni Filoramo, L’attesa della fine. Storia della gnosi (Laterza, Roma-Bari 1983, più ristampe). Te lo segnalo come manuale italiano di riferimento: tienilo a portata per gli anni a venire.
Pratica e domanda di lavoro
Pratica. Leggi il Vangelo di Tommaso nell’edizione di Mauro Pesce (Bompiani 2010) o nell’antologia di Moraldi (Adelphi 1984). Sono 114 logia: leggine uno al giorno per quattro mesi. Annota su un carnet solo i logia che ti colpiscono. Alla fine, conta: quanti ne hai segnati? Quale è il tema ricorrente?
Domanda di lavoro per la Tornata. Lo gnostico antico viveva il sentimento dello straniero. Tu, da fratello del secondo grado, in che momenti della tua vita ordinaria avverti di essere straniero al mondo? È un sentimento vero (cioè riconoscimento di una origine altra) o è un sentimento fasullo (cioè malinconia che maschera un narcisismo)? Distingui, senza ipocrisia, e portala in Tornata.
Per andare oltre
- Versione Apprendista → Apprendista/Gnosticismo - La Tradizione dei Cercatori di Luce (per le tre intuizioni base e la prima bibliografia)
- Versione Maestro → Maestro/Gnosticismo - La Tradizione dei Cercatori di Luce (per le cinque fasi della storiografia, le edizioni critiche complete, il manicheismo come religione mondiale, le riprese di Jung)
Vedi anche, nel tuo grado
- Compagno/Ermetismo — la sorella alessandrina
- Compagno/Cabala e Numerologia — la mistica ebraica
- Compagno/Mistica Comparata - Oriente e Occidente a Confronto — il quadro comparativo
- Hans Jonas — il filosofo dello gnosticismo
- Nag Hammadi — la biblioteca
- Mistica Renana - Eckhart e la Via del Distacco — l’eredità mistica medievale
- Misteri Antichi e Mitologia — il quadro religioso comparato